Vai al contenuto
Offerte

ChatGPT ora crea siti web: bastano cinque minuti e una chat

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

Creare un sito web senza mai staccarsi dalla finestra di ChatGPT è diventato possibile, e la cosa cambia parecchio le carte in tavola per tutti quei progetti che restano fermi da anni. Il sito personale per le ricette di famiglia, la raccolta dei disegni dei bambini, l’elenco dei libri letti, il portfolio del proprio lavoro. L’idea c’è quasi sempre, e spesso c’è pure il materiale. Quello che manca è la pazienza di imparare a usare un builder, scegliere un modello, ragionare sulle dimensioni delle immagini e capire come funziona un dominio. Così il progetto muore in quella zona grigia tra il “prima o poi lo faccio” e il “non so nemmeno da dove partire”.

La nuova funzione di creazione siti integrata in ChatGPT prova a spazzare via tutto questo. Non semplifica il vecchio processo, lo sostituisce con una conversazione. Si descrive cosa si vuole, si caricano i contenuti, lo strumento costruisce il sito, si aggiusta parlando in linguaggio naturale e alla fine si pubblica. Sempre nella stessa schermata dove ogni giorno si chiacchiera con l’assistente.

Un sito in cinque minuti, passo dopo passo

La funzione è integrata direttamente nella piattaforma. Si spiega cosa costruire, lo strumento di sviluppo interno lo genera e si guarda il risultato. Se qualcosa non convince, basta chiedere una modifica a parole. Quando tutto torna, il sito viene pubblicato con un collegamento accessibile.

L’hosting e i controlli di accesso sono compresi, quindi non ci si ritrova con una cartella piena di file misteriosi da gestire chissà come. Per il dominio personalizzato serve un acquisto a parte, ma la parte pesante, cioè la costruzione vera e propria, resta tutta dentro la conversazione.

Volendo testare la cosa, un progetto semplice funziona benissimo. Tipo un sito dedicato ai libri letti. Si caricano nella chat alcuni documenti, ognuno con una recensione, senza decidere prima struttura o grafica. Un prompt del tipo “Crea un sito web sui libri che ho letto questo mese” basta a far partire il lavoro.

In pochi minuti ChatGPT collega le recensioni, propone una struttura visiva navigabile e trasforma documenti sparsi in una collezione coerente. Senza descrivere ogni sezione, senza scegliere dimensioni, senza sapere cosa succede nel codice dietro le quinte. Il primo risultato può non essere perfetto, e va bene. Non è un sito definitivo, è una bozza su cui lavorare parlando. Assomiglia più al confronto con un designer che alla compilazione di un modello preimpostato.

Da lì si può chiedere di cambiare i colori, riscrivere un titolo, spostare gli elementi, ingrandire le copertine, ridurre le anteprime, aggiungere una sezione mancante. Non serve conoscere il termine tecnico giusto. Va bene dire “questa parte è troppo affollata” oppure “vorrei un’aria più rilassante”, e lo strumento interpreta l’indicazione. Poter reagire in tempo reale a ciò che si vede rende tutto più agile di qualsiasi builder tradizionale.

Cosa può fare e cosa no, per ora

Generare codice per una pagina non è certo una novità, l’intelligenza artificiale lo fa da tempo. La differenza qui è che quel codice non lo tocca nessuno. Costruzione, revisione e pubblicazione stanno nello stesso posto. Non piace un dettaglio del design? Lo si dice a parole, senza cercare la riga giusta in un file.

I limiti però vanno messi in chiaro. La funzione è pensata per piccoli siti e applicazioni leggere, non per piattaforme complesse. Non si collega a fonti di dati in tempo reale, quindi il sito non si aggiorna da solo quando si aggiunge materiale altrove. Per inserire una recensione nuova bisogna tornare nella chat, caricare il contenuto e ripubblicare la versione aggiornata.

Le opzioni di condivisione cambiano in base al piano e alle impostazioni dell’account. Il sito può essere reso pubblico o mostrato solo a persone scelte. Un dettaglio da non saltare: il sito pubblicato va aperto nel proprio browser, perché quello integrato nell’applicazione al momento non supporta la visualizzazione completa.

Lo strumento non nasce per rimpiazzare i builder professionali, ma per far esistere quei piccoli progetti che altrimenti resterebbero nel cassetto. Il ricettario chiuso in una cartella, i disegni dei bambini sparsi tra tre dispositivi, il portfolio rimandato da anni. Un prompt come “Ho dieci documenti con recensioni, crea un sito che li presenti in modo visivo e navigabile, con un’atmosfera calda” è già un buon punto di partenza. Il sito perfetto non arriva al primo tentativo, ma un sito che esiste vale sempre più di uno perfetto che non si farà mai.

Condividi:
29 Condivisioni