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Creare sticker personalizzati direttamente da ChatGPT è diventato possibile, e la novità riguarda sia iMessage sia WhatsApp. OpenAI ha annunciato ufficialmente la funzione il 24 agosto 2026, confermando quello che qualche giorno prima era già emerso da alcuni riferimenti trovati nel codice dell’app. All’epoca si parlava soltanto di un’esportazione verso WhatsApp, invece il supporto è arrivato anche per l’app Messaggi di Apple, con la possibilità di generare immagini a sfondo trasparente.
Il percorso per iniziare è tutto sommato immediato. Basta selezionare la voce “Images” nella barra laterale e poi scegliere “Stickers”. Da lì si possono caricare una o più foto dalla propria libreria e chiedere a ChatGPT di trasformarle in adesivi, di rimescolarle per ottenere versioni multiple, oppure di aggiungere e togliere elementi dalla scena. C’è anche la possibilità di prendere lo stile da un’altra immagine e applicarlo, o più semplicemente di descrivere a parole l’effetto desiderato dentro il prompt.
ChatGPT: come funziona l’esportazione verso iMessage e WhatsApp
Una volta che l’adesivo è pronto, compare un pulsante chiamato “Add to chat apps” che apre le opzioni di esportazione. Le destinazioni disponibili al momento sono tre. La prima è iMessage, la seconda è WhatsApp, la terza è il salvataggio diretto nelle foto del dispositivo. Su WhatsApp però c’è un vincolo da tenere presente, perché l’esportazione funziona solo con pacchetti da tre adesivi in su. Non è un limite imposto da OpenAI, ma una regola stabilita da Meta per il proprio sistema di sticker, quindi vale a prescindere dallo strumento usato per crearli.
Nelle prove fatte è bastato caricare un’immagine accompagnata dalla richiesta “Create an iMessage sticker” per ottenere un risultato pulito, con lo sfondo già eliminato. Non solo. Il modello ha anche ricostruito la parte superiore della testa del soggetto, che nella foto originale era stata tagliata via dall’inquadratura. Un intervento di outpainting fatto senza che venisse chiesto esplicitamente, il che dà l’idea di quanto il sistema provi a interpretare cosa serve davvero per un adesivo decente.
Dove finiscono gli adesivi una volta creati
Dopo aver scelto “iMessage” dal menu di esportazione, lo sticker compare in una sezione dedicata a ChatGPT all’interno del carosello degli adesivi dell’app Messaggi. Non serve quindi passare da app di terze parti o da gestori esterni, l’integrazione avviene direttamente dentro l’interfaccia che si usa già per mandare messaggi. Per chi è abituato a smanettare con pacchetti di adesivi importati manualmente, la differenza si sente parecchio.
L’idea di fondo raccontata da OpenAI è quella di trasformare qualsiasi foto, idea o battuta interna a un gruppo di amici in un pacchetto di adesivi su misura. È un uso piuttosto leggero della generazione di immagini, lontano dai casi d’uso professionali, ma è anche uno di quelli che rischia di diventare più diffuso proprio perché tocca qualcosa che le persone fanno ogni giorno nelle chat.
La funzione si appoggia alla stessa infrastruttura di generazione immagini già presente nell’app, con la differenza che il formato di uscita è pensato apposta per le conversazioni. Sfondo trasparente, soggetto ritagliato bene, dimensioni adatte al carosello. Chi vuole partire da zero senza caricare nulla può descrivere lo stile che ha in mente e lasciare che sia il modello a costruire il pacchetto, mentre chi ha già una foto di riferimento può usarla come base e poi chiedere varianti su varianti.
Il vincolo dei tre adesivi minimi per Meta resta l’unico paletto concreto tra quelli segnalati, e riguarda esclusivamente l’esportazione verso WhatsApp.










