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Hyundai Tucson, il nuovo design spiazza: interni da navetta

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Con la quinta generazione, Hyundai Tucson abbandona ogni prudenza e si presenta con un design che sembra arrivato da un altro pianeta, accompagnato da un abitacolo pensato più come una cabina che come un classico posto guida. Il SUV coreano, che negli anni è diventato uno dei modelli più riconoscibili del marchio proprio grazie alle sue scelte estetiche coraggiose, alza ulteriormente l’asticella. E lo fa in un segmento, quello dei SUV compatti, dove di solito le case preferiscono non rischiare troppo.

Chi si aspettava un semplice aggiornamento di facciata resterà spiazzato. Il lavoro sulle superfici, sui volumi e sulla firma luminosa spinge il nuovo Tucson verso un linguaggio ancora più marcato, quasi provocatorio. Hyundai insomma continua a percorrere la strada intrapresa con la generazione precedente, quella delle linee spigolose e delle geometrie inattese, portandola però un passo oltre.

Un design che divide, e Hyundai lo sa benissimo

Il design di Tucson non è mai stato roba da consenso unanime. La generazione uscente aveva già fatto discutere con i suoi fari integrati nella calandra e le nervature affilate sulle fiancate, e il nuovo modello prosegue esattamente in quella direzione. Definirlo extraterrestre non è un’esagerazione giornalistica, è più che altro una descrizione onesta dell’effetto che fa dal vivo.

La logica dietro questa scelta è abbastanza chiara. In un mercato affollatissimo di SUV compatti che si somigliano tutti, farsi notare vale quanto un buon rapporto qualità prezzo. Hyundai ha capito da tempo che il rischio stilistico paga, e con Tucson lo ha trasformato in una strategia di lungo periodo. Il risultato è un’auto che difficilmente passerà inosservata nel parcheggio del supermercato, nel bene e nel male. Non si tratta però solo di apparenza. Le proporzioni e i dettagli tecnici raccontano di un modello che vuole restare competitivo su comfort e praticità, due voci che nel segmento contano ancora moltissimo per chi compra.

Un interno che ricorda una navetta spaziale

Il vero salto avanti, forse, sta dentro. L’abitacolo del Hyundai Tucson di quinta generazione è stato ripensato con un approccio innovativo, con soluzioni di allestimento che rompono con la disposizione tradizionale della plancia e dei comandi. L’impressione, salendo a bordo, è quella di entrare in una navetta più che in una berlina rialzata.

Hyundai Tucson, il nuovo design spiazza: interni da navetta

È una scelta che va oltre l’effetto scenografico. Ripensare l’ergonomia significa ripensare dove finiscono gli schermi, come si distribuiscono i vani, quanto spazio resta libero tra i sedili anteriori. Sono dettagli che il cliente percepisce ogni giorno, molto più di una linea di cintura particolarmente creativa. Hyundai punta quindi su un doppio colpo, estetica esterna spiazzante e interni razionalmente diversi. Una combinazione che nel segmento dei SUV compatti non è così frequente, visto che spesso la cura maniacale sull’abitacolo viene lasciata ai marchi premium.

Motorizzazioni ancora coperte, ma l’ibrido sarà protagonista

Sul fronte tecnico, per il momento, il riserbo resta. La gamma delle motorizzazioni non è ancora stata svelata nel dettaglio, ma tutto lascia pensare che l’ibrido occuperà la parte centrale dell’offerta. Una scelta quasi obbligata, considerando le normative europee e le abitudini di acquisto degli automobilisti negli ultimi anni. L’elettrificazione, del resto, è già una realtà consolidata nella gamma Hyundai, e Tucson rappresenta un modello troppo importante per i volumi del marchio in Europa per permettersi di restare indietro su questo fronte. I dettagli su potenze, consumi e allestimenti arriveranno più avanti, insieme al listino ufficiale per il mercato italiano.

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