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Trovati nanotubi di carbonio naturali nella regolite lunare
Il punto che sta facendo saltare sulla sedia i ricercatori della Jilin University non è solo il “cosa”, ma soprattutto il “come”. Se volete produrre questi filamenti microscopici nei nostri centri di ricerca, dovete armarvi di forni a temperature stellari, catalizzatori specifici e camere a vuoto dove non deve volare una mosca. Sulla Luna, invece, il processo è stato decisamente più selvaggio. Non ci sono stati ingegneri a pianificare la crescita di questi cristalli, ma un mix caotico di eventi violenti durato miliardi di anni. Immaginate l’impatto incessante di micrometeoriti che bombardano la superficie, il calore residuo di un’attività vulcanica ormai spenta e il soffio costante del vento solare. In questo scenario da fine del mondo, il carbonio è stato vaporizzato e, incontrando minuscole particelle di ferro presenti nel suolo lunare, si è raffreddato dando vita a queste geometrie perfette. È una scoperta che ribalta completamente quello che credevamo di sapere sulla “produzione spontanea” dei materiali. Fino a ieri, pensavamo che la natura potesse arrivare a creare versioni grezze di nanotubi, magari a strati multipli, simili a quelli che si trovano nella cenere o nel carbone. Ma quelli a parete singola, così puri e ordinati, sembravano un’esclusiva della nostra tecnologia più avanzata. La Luna ci ha appena dato una lezione di umiltà, dimostrando che il disordine cosmico può generare una precisione che noi inseguiamo con i computer.Materiali hi-tech dallo spazio
Al di là del fascino scientifico, c’è un risvolto pratico che potrebbe cambiare le regole del gioco per le future basi spaziali. Se il suolo lunare contiene già, “di serie”, materiali con prestazioni elettriche e meccaniche così elevate, la prospettiva di costruire infrastrutture o sensori direttamente lassù diventa meno fantascientifica. Non dovremmo portarci tutto da casa, stipato in costosi razzi, se la miniera di alta tecnologia è già sotto i piedi dei primi astronauti. Certo, non vedremo fabbriche di microchip sulla Luna domani mattina, ma sapere che l’Universo ha seminato materiali così preziosi in modo del tutto casuale ci regala una visione del futuro molto più ricca di possibilità.Fonte: TecnoAndroid







