Vai al contenuto
Offerte

Call for me: Gemini chiama il servizio clienti al posto tuo

In questo articolo Indice dei contenuti 3 sezioni

Chi ha provato almeno una volta a districarsi tra i menù vocali di un servizio clienti sa quanto tempo si perda, ed è proprio qui che Gemini potrebbe dare una mano concreta: dentro l’app Google Telefono è spuntata una funzione in lavorazione che affida all’intelligenza artificiale il compito di chiamare l’assistenza al posto dell’utente, gestendo attese e risponditori automatici finché non serve davvero una voce umana. Si chiamerebbe Call for me, tradotto letteralmente “chiama per me”, e il nome in codice interno è Hedwig, come il gufo delle nevi di Harry Potter.

Le tracce sono state trovate nella versione beta 239.0.980790129 dell’applicazione, sotto forma di stringhe di codice. Nulla di ufficiale, quindi, ma abbastanza materiale per capire come dovrebbe funzionare la cosa. In sostanza l’assistente parte con la telefonata, affronta la trafila iniziale, mantiene il posto in coda e poi passa la palla quando la conversazione richiede una persona in carne e ossa.

Come dovrebbe funzionare Call for me nell’app Telefono

Una volta avviata la chiamata, l’utente dovrebbe vedere sullo schermo lo stato della telefonata in corso e avere a disposizione un pulsante Take over per prendere il controllo e parlare direttamente con l’operatore. In alternativa si può chiudere tutto e interrompere la chiamata. L’idea di fondo è la stessa che Google insegue da tempo con l’automazione sullo smartphone, ovvero togliere di mezzo le operazioni noiose e ripetitive.

Il controllo non si ferma lì. Dal codice emerge la possibilità di scegliere come ascoltare l’audio mentre l’assistente lavora, usando l’altoparlante dello smartphone oppure delle cuffie cablate, con un’opzione per silenziare completamente tutto e fare altro nel frattempo. C’è poi la trascrizione in tempo reale della conversazione, che stando alle informazioni raccolte potrebbe essere consultata e, in certi casi, anche copiata e condivisa.

Previsto anche un piccolo dettaglio pratico che fa capire quanto la funzione sia pensata nel concreto: se dovesse arrivare una seconda chiamata mentre l’intelligenza artificiale è impegnata con il servizio clienti, comparirebbe un avviso a spiegare che rispondendo si perderebbe la chiamata gestita dall’assistente. Allo stesso modo l’utente dovrebbe ricevere una spiegazione sul perché la telefonata si è chiusa, che sia stato Gemini a interromperla, l’interlocutore ad aver riagganciato oppure una connessione di rete troppo debole.

Nessun annuncio ufficiale e il nodo Pixel

Al momento la funzione non è utilizzabile da nessuno. Google non l’ha presentata, non l’ha annunciata e tutto quello che si sa arriva dall’analisi della beta dell’app. Lo sviluppo sembra trovarsi alle prime fasi, tanto che non è stato possibile attivarla per provarla sul campo.

Resta aperta anche la domanda sulla disponibilità. Nel codice non compare alcun riferimento esplicito a un’esclusiva per i Pixel, però l’azienda ha già riservato in passato diverse funzioni avanzate legate alle chiamate ai propri smartphone. Uno scenario in cui Call for me arriva prima, o soltanto, sui dispositivi di casa non sarebbe una sorpresa.

Privacy, trascrizioni e revisori umani

Un capitolo che merita attenzione riguarda i dati. Le stringhe individuate spiegano che, per migliorare il servizio, Google potrebbe chiedere informazioni sulla chiamata, compresi i log di sistema e la trascrizione integrale della conversazione. Nel testo si specifica che numero di telefono e ID del dispositivo non verrebbero inviati e che le altre informazioni sarebbero anonimizzate.

C’è però la parte che riguarda l’uso successivo: i dati potrebbero finire sotto gli occhi di revisori umani ed essere impiegati per addestrare i modelli di intelligenza artificiale, con cancellazione dai server dopo due anni. Un passaggio che Google applica già ad altre funzioni basate su Gemini e che qui torna con le stesse modalità.

Fonte: TecnoAndroid

Condividi:
34 Condivisioni