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Caldo e siccità in ginocchio la rete elettrica europea

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Il caldo record di queste settimane sta facendo salire il prezzo dell’energia ai livelli più alti degli ultimi tre anni circa, e non è una coincidenza. Le due grandi ondate di calore che hanno colpito l’Europa, una delle quali è ancora in corso, stanno stressando parecchio l’agricoltura e le riserve idriche. Il punto è che gli effetti del cambiamento climatico non si fermano ai campi coltivati o ai bacini d’acqua. Vanno molto più in profondità, toccando anche quelle infrastrutture per la produzione di elettricità che siamo abituati a considerare solide, quasi intoccabili.

E invece no. Basta un’estate torrida per far vacillare un sistema che sembrava blindato. Le centrali riducono la produzione proprio nel momento in cui i consumi schizzano verso l’alto, spinti dall’uso continuo dei condizionatori. Un cortocircuito, tanto per restare in tema.

Il nodo dell’acqua e il caro bollette

Buona parte della difficoltà nasce da qualcosa di banale e allo stesso tempo enorme, ovvero l’acqua. Le centrali termoelettriche e quelle nucleari ne hanno bisogno in quantità impressionanti per raffreddare gli impianti. Finché i fiumi scorrono regolari, tutto fila liscio. Ma quando i corsi d’acqua si abbassano troppo, oppure quando la temperatura dell’acqua stessa diventa troppo elevata, continuare a prelevarla diventa un problema serio. Da un lato si rischia di danneggiare l’ecosistema, dall’altro si mette a repentaglio il funzionamento degli stessi impianti che dovrebbero produrre elettricità.

Ecco allora che diverse centrali si sono trovate costrette a rallentare, se non a fermarsi parzialmente. E ogni volta che l’offerta cala mentre la domanda cresce, il risultato è sempre lo stesso. I prezzi salgono, e salgono in fretta. Chi segue le dinamiche del mercato energetico lo sa bene, questi meccanismi si innescano con una rapidità che lascia poco spazio alle contromisure immediate.

Il paradosso è evidente. Più fa caldo, più abbiamo bisogno di raffrescare gli ambienti, più consumiamo. Ma proprio quel caldo eccessivo rende meno efficienti le centrali che quell’energia dovrebbero fornirla. Le riserve idriche, già provate dalla siccità, non riescono a sostenere il doppio carico di richieste, quello agricolo e quello energetico. Ed è così che l’intero sistema entra in tensione, con effetti che si riversano poi sulle bollette di famiglie e imprese.

Il sistema elettrico europeo mostra insomma una fragilità che fino a poco tempo fa in pochi avrebbero immaginato. Non è più solo una questione di infrastrutture o di investimenti mancati. È l’ambiente stesso, con le sue temperature sempre più estreme e le sue risorse idriche sempre più scarse, a dettare le regole del gioco. E queste regole, per adesso, stanno rendendo l’energia più cara e più difficile da garantire proprio nei momenti in cui serve di più.

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