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L’innovazione cinese per il calcolo quantistico
Uno degli aspetti più rilevanti del nuovo sistema è l’indipendenza tecnologica. Nel dettaglio, tutte le sue componenti sono di fabbricazione nazionale. Tale caratteristica non solo permette di contenere i costi, ma consente anche di ridurre notevolmente l’ingombro fisico. Elementi che migliorano l’efficienza dell’integrazione di dieci volte rispetto agli standard precedenti.
Con tale risultato, la Cina non si limita più a seguire le orme dell’innovazione occidentale. Ma mostra di essere in grado di proporre soluzioni originali e competitive. A conferma di tali ambizioni, il vicedirettore di QuantumCTek, Wang Zhehui, ha annunciato che è già in cantiere lo sviluppo di un nuovo sistema di controllo per processori da 10.000 qubit. Dotati di funzionalità di correzione degli errori. Una svolta che potrebbe rendere possibile l’utilizzo pratico dell’informatica quantistica in campi come l’intelligenza artificiale e la sicurezza informatica.
L’ez-Q Engine 2.0 è già stato distribuito a istituzioni scientifiche di alto livello. Tra cui spiccano l’Università di Scienza e Tecnologia della Cina e il China Telecom Quantum Group. Nella sua fase iniziale, la piattaforma per il calcolo quantistico supporterà un totale di oltre 5.000 qubit. Si tratta di un numero già impressionante che punta a crescere ulteriormente.










