In questo articolo Indice dei contenuti 3 sezioni
Con la nuova generazione di BYD Dolphin Surf, la citycar elettrica che in Cina porta il nome di Seagull, il costruttore asiatico non si limita a ritoccare qualche dettaglio. Qui siamo di fronte a un cambio di passo vero, con proporzioni riviste, un linguaggio stilistico diverso e una dotazione tecnologica che si arricchisce in modo piuttosto sorprendente per la fascia di mercato a cui il modello si rivolge. Il debutto ufficiale è atteso sul mercato cinese, e i numeri raccontano già parecchio.
La lunghezza sale a 420 centimetri, ventuno in più rispetto ai 399 della versione uscente. Non è un dettaglio da poco su un’auto di questo segmento, dove ogni centimetro conta. A guadagnarci è soprattutto il passo, cresciuto da 250 a 265 centimetri, con un beneficio diretto per chi viaggia sul divanetto posteriore. Insomma, una citycar che prova a non essere più solo una citycar.
Linee più morbide e un abitacolo ridotto all’essenziale

Credits: TecnoAndroid
Le prime immagini rubate mostrano una BYD Seagull che abbandona le forme squadrate e spigolose a cui il pubblico si era abituato. Al loro posto arrivano superfici più sinuose, curve che addolciscono il profilo generale. Sulla fiancata restano però alcuni elementi già visti, come le maniglie a filo carrozzeria e il montante posteriore scurito che crea il classico effetto tetto sospeso. La coda, invece, cambia parecchio, con fanali dal disegno più morbido e un estrattore inferiore decisamente più aggressivo.
Dentro l’abitacolo la logica resta quella della praticità pura. La consolle centrale ospita un vano di buone dimensioni nella parte bassa e la piastra di ricarica wireless, ormai presenza fissa anche sulle vetture più accessibili. Sulla plancia domina un ampio schermo touch che accentra praticamente tutta la gestione dell’auto, tanto che il display della strumentazione dietro al volante sparisce del tutto. Il volante, tra l’altro, passa a due razze. Restano comunque alcuni tasti fisici per le funzioni usate più spesso, scelta che in molti apprezzeranno.
Il sensore Lidar sul tetto è la vera novità
Sopra il parabrezza compare un sensore Lidar, ed è questo il dettaglio che fa alzare il sopracciglio. Una tecnologia del genere su una vettura di questo tipo apre la porta a sistemi ADAS di livello avanzato. Stando a quanto emerso, l’auto sarà in grado di gestire da sola il traffico urbano e la marcia in autostrada, cambiare corsia, leggere i semafori e occuparsi delle manovre di parcheggio. Roba che fino a poco tempo fa si vedeva su modelli di tutt’altra fascia di prezzo.
Sul fronte meccanico troviamo un motore elettrico da 127 CV, abbinato a due tagli di batteria, da 30 oppure da 39,2 kWh. L’autonomia dichiarata secondo il ciclo di omologazione cinese si ferma rispettivamente a 320 e 420 chilometri. Valori che, tradotti nelle condizioni d’uso reali europee, andranno ovviamente ridimensionati.
E in Europa cosa succede alla gamma
Il lancio in Cina è previsto entro la fine dell’anno, ma il nodo interessante riguarda le mosse di BYD nel nostro continente. Due le strade possibili: usare questo modello per rimpiazzare la Dolphin Surf attualmente a listino, oppure affiancarlo alla versione esistente, che finora ha raccolto numeri piuttosto incoraggianti.
Nel secondo caso la gamma di vetture cittadine del marchio diventerebbe parecchio affollata, con quattro proposte contemporaneamente disponibili: la Dolphin Surf, la ibrida ricaricabile Dolphin G lunga 416 centimetri, la Dolphin elettrica da 429 centimetri e infine la nuova Seagull. Un ventaglio ampio, forse persino troppo, che rischierebbe di creare sovrapposizioni tra modelli separati da pochi centimetri di lunghezza e da differenze di prezzo verosimilmente contenute.
Fonte: TecnoAndroid








