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Bollette gas e luce, rincari record: ecco cosa scelgono 9 italiani su 10

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Le bollette gas e luce sono tornate al centro delle preoccupazioni degli italiani, e questa volta i numeri fanno davvero impressione. Le tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran hanno scatenato una reazione durissima sui mercati energetici: l’indice PSV, quello che misura il prezzo del gas naturale, è schizzato in alto del 48%. Un’impennata che ha trascinato con sé anche l’energia elettrica, con il PUN GME in crescita del 25%. Non si tratta di un’oscillazione passeggera, e il timore di ritrovarsi davanti a un inverno con costi insostenibili ha già spinto milioni di consumatori a muoversi in anticipo.

La reazione è stata praticamente istantanea. Le ricerche su Google legate al settore energetico sono aumentate del 25% per la luce e hanno quasi toccato il 50% per il gas. A confermare questo scenario ci sono i dati dell’Osservatorio di Switcho, che ha registrato un incremento del 42% nelle richieste di analisi delle bollette rispetto allo stesso periodo del 2025. Significa che gli italiani non stanno più semplicemente subendo i rincari: cercano attivamente strumenti per confrontare le tariffe e prendere decisioni più consapevoli.

Il prezzo fisso domina le scelte, ma i giovani vanno controcorrente

Il dato più significativo riguarda la scelta concreta fatta dai consumatori. Circa il 90% ha optato per tariffe a prezzo fisso, con l’obiettivo chiaro di bloccare il costo della materia prima prima che eventuali nuovi rialzi rendano tutto ancora più caro. È una percentuale schiacciante, che racconta quanto sia diffusa la paura di trovarsi esposti alle oscillazioni del mercato nei prossimi mesi.

C’è però un elemento che spicca, ed è piuttosto curioso. Mentre gli over 30 blindano i propri contratti senza esitazione, tra chi ha meno di 30 anni si nota una controtendenza nel comparto gas. La preferenza per il prezzo fisso tra i più giovani risulta in calo rispetto a febbraio, un comportamento che a prima vista sembra difficile da spiegare.

Perché gli under 30 rischiano di più

Secondo l’analisi di Switcho, la scelta degli under 30 si basa su un orizzonte temporale molto corto. In pratica, molti giovani guardano all’estate che sta arrivando: con i riscaldamenti spenti e i consumi di gas ridotti al minimo, non avvertono l’urgenza di proteggersi subito. È un ragionamento che nel brevissimo periodo può anche avere senso, ma che rischia di rivelarsi un errore piuttosto costoso.

C’è anche un altro fattore da considerare. Diversi trentenni di oggi non gestivano ancora in autonomia le bollette di casa nel 2022, l’anno dello shock energetico più violento degli ultimi tempi. Chi viveva ancora con i genitori in quel periodo potrebbe non aver sperimentato direttamente quanto sia stato doloroso aspettare troppo prima di stabilizzare i contratti. Quella mancanza di esperienza diretta pesa nelle scelte attuali.

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