Spegnere il Bluetooth quando non serve è uno di quei piccoli accorgimenti che quasi nessuno mette in pratica, eppure può fare la differenza per la sicurezza dello smartphone e di tutto quello che ci portiamo dentro. Gli smartphone moderni hanno diversi tipi di connessione attive, dal WiFi all’NFC fino alla rete mobile, e nella maggior parte dei casi le lasciamo tutte accese senza pensarci troppo. Comodo, certo. Però comodità e sicurezza non sempre vanno d’accordo.
Il punto è proprio questo. Tenere il Bluetooth sempre attivo, magari perché si usano cuffie wireless o uno smartwatch, espone il dispositivo a un rischio che la maggior parte delle persone nemmeno immagina. Non è un allarme da prendere alla leggera, ma nemmeno qualcosa che deve farci dormire male la notte. Serve solo un minimo di consapevolezza.
Perché il Bluetooth può diventare un problema
Questa connessione è pratica, su questo non si discute. Cuffie, orologi intelligenti, braccialetti per il fitness, funziona tutto grazie al Bluetooth. Il problema è che anche questa tecnologia ha le sue falle e i suoi buchi di sicurezza. È già successo più volte, basti pensare a BlueBorne, una vulnerabilità che ha colpito centinaia di milioni di dispositivi in giro per il mondo.
Le forze dell’ordine, in Spagna la Policía Nacional, hanno messo in guardia su un tipo specifico di attacco che sfrutta proprio questa connessione. Si chiama Bluesnarfing e consiste nell’accesso non autorizzato alle informazioni di un dispositivo attraverso le vulnerabilità del Bluetooth. In pratica qualcuno riesce a entrare e a sfilarci dati senza che ce ne accorgiamo. Ecco perché le autorità consigliano di tenere spento il Bluetooth quando non lo si sta usando. Lo stesso discorso vale per il WiFi, meglio disattivarlo quando si esce di casa e collegarsi solo a reti di cui ci si fida.
Quando il rischio diventa concreto
C’è però una precisazione importante da fare. Il rischio esiste, soprattutto perché i produttori non aggiornano spesso i driver legati al Bluetooth, ma perché un malintenzionato possa davvero sfruttare una vulnerabilità devono verificarsi alcune condizioni precise. La prima è abbastanza ovvia, eppure va detta lo stesso. Il telefono della vittima deve avere una falla di sicurezza, un punto debole legato proprio al Bluetooth. Non tutti gli smartphone diventano vulnerabili solo perché hanno la connessione attiva. Avere il Bluetooth acceso non significa automaticamente essere in pericolo.
La seconda condizione è la distanza. Chi attacca deve trovarsi vicino alla vittima, parliamo di pochi metri. Un’intrusione via Bluetooth non si può fare a distanza, figuriamoci in un posto pieno di gente dove c’è troppa interferenza. Più affollato è l’ambiente, più diventa difficile portare a termine un attacco del genere.
Detto questo, il fatto che il rischio sia basso non vuol dire che sia impossibile finire nel mirino di un’intrusione via Bluetooth. Per questo conviene seguire una regola semplice, quasi banale. Se non lo stai usando, tienilo spento. Un gesto da pochi secondi che toglie agli eventuali curiosi una porta d’accesso ai nostri dati.