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Bill Gates si schiera apertamente a favore di regole più severe per l’intelligenza artificiale e lo fa con parole che non lasciano molto spazio all’interpretazione. Il cofondatore di Microsoft, intervistato dalla trasmissione Meet the Press di NBC News, ha spiegato che sarebbe “del tutto irresponsabile non imporre a ogni intelligenza artificiale di avere queste salvaguardie e queste capacità di monitoraggio”. Una presa di posizione che arriva in un momento particolare, dopo che diversi amministratori delegati delle principali aziende del settore si sono trovati d’accordo sulla necessità di rallentare il ritmo con cui queste tecnologie vengono sviluppate.
Gates, in sostanza, ha offerto il proprio sostegno a questa linea più prudente e ha chiesto che si vada oltre, con più regolamentazione e meccanismi di controllo concreti. Qualcosa nel frattempo si muove già sul fronte delle aziende. Anthropic, per esempio, ha scelto di recente Accenture come valutatore esterno per i suoi ultimi modelli di intelligenza artificiale, affidando quindi a un soggetto indipendente il compito di esaminarne il comportamento.
Il kill switch non basta secondo Bill Gates
Tra le proposte per gestire un’evoluzione così rapida dell’IA c’è anche quella del governatore della California, Gavin Newsom, che ha suggerito un interruttore di spegnimento, il cosiddetto kill switch, come tassello di una soluzione più ampia. L’idea è piuttosto intuitiva: disporre di uno strumento capace di fermare un sistema quando qualcosa va storto. Interpellato proprio su questo punto, Gates ha chiarito di non volersi dichiarare contrario a un meccanismo del genere, ma ha aggiunto che un approccio simile non affronterebbe il pericolo più vicino e più concreto.
Per il fondatore di Microsoft la minaccia principale oggi non riguarda tanto le macchine che sfuggono al controllo quanto le persone che le usano. Il timore riguarda soprattutto i malintenzionati in grado di sfruttare la potenza dell’intelligenza artificiale per scopi come il bioterrorismo o le frodi finanziarie su larga scala. Scenari diversi tra loro, certo, ma accomunati da un elemento: strumenti sempre più avanzati finiti nelle mani sbagliate.
“La cosa più pericolosa che stiamo affrontando in questo momento sono le persone con cattive intenzioni che usano l’IA”, ha detto Gates nel corso dell’intervista. E poi ha rincarato la dose con una frase piuttosto netta: “Non è mai esistita un’arma potente come la combinazione tra persone con cattive intenzioni e gli strumenti di intelligenza artificiale più recenti”. Il ragionamento di Bill Gates sposta così l’attenzione dalla tecnologia in sé a chi la impiega, e di conseguenza dal semplice spegnimento dei sistemi alla necessità di sorvegliarne l’utilizzo.
Legge e politica al tavolo delle aziende di IA
Sul piano normativo Gates vede con favore un coinvolgimento diretto delle forze dell’ordine e della politica nel dibattito su quali salvaguardie e quali sistemi di monitoraggio le aziende di intelligenza artificiale dovrebbero integrare. Non un confronto lasciato soltanto agli addetti ai lavori, quindi, ma una discussione aperta anche a chi ha il compito di scrivere le leggi e farle rispettare. L’ex dirigente di Microsoft non nasconde che un percorso del genere avrebbe un costo per il settore. Nuove regole e nuovi controlli comporterebbero inevitabilmente qualche onere aggiuntivo per le società che sviluppano questi modelli di IA. Secondo Gates, però, tutto questo non provocherebbe un “rallentamento drastico” del lavoro che le aziende stanno portando avanti.
Fonte: TecnoAndroid








