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Bidoni della spazzatura, arriva il coperchio solare che elimina la puzza

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I cattivi odori dei bidoni della spazzatura potrebbero presto diventare soltanto un brutto ricordo, e a risolvere il problema ci penserebbe un alleato decisamente insospettabile come il Sole. Un gruppo di ricercatori ha messo a punto un sistema che prevede di integrare nel coperchio dei contenitori un pannello a energia solare capace di scomporre l’acido acetico, cioè la sostanza principalmente responsabile del fetore che si sprigiona dai rifiuti in decomposizione.

L’idea ha il pregio di essere semplice da spiegare. Invece di coprire o intrappolare il cattivo odore, il dispositivo interviene direttamente sulla molecola che lo provoca e la neutralizza sfruttando la luce che ogni giorno colpisce i cassonetti lasciati in strada o sui marciapiedi. Si tratta quindi di un’energia gratuita e sempre disponibile, almeno nelle ore di luce, che fino a oggi sui contenitori dei rifiuti veniva impiegata per scopi del tutto diversi.

Perché i filtri tradizionali non bastano

Bidoni della spazzatura, arriva il coperchio solare che elimina la puzza

Credits: TecnoAndroid

Il punto di partenza della ricerca è una constatazione piuttosto concreta. I filtri a carbone attivo, la soluzione più diffusa per contenere gli odori sgradevoli, si rivelano in genere poco efficaci, e il loro rendimento cala ulteriormente negli ambienti caldi e umidi. Proprio le condizioni, a pensarci bene, in cui la spazzatura tende a fermentare più in fretta e a diffondere quel tipico sentore pungente che tutti conoscono.

Da qui è nata l’intuizione di affrontare la questione partendo dal bidone stesso. Anziché affidarsi a un componente aggiuntivo destinato a perdere efficacia, i ricercatori hanno pensato di trasformare il coperchio in una sorta di piccolo laboratorio chimico alimentato dalla luce. In questo modo l’energia solare che investe il contenitore viene messa al lavoro per eliminare le sostanze chimiche che stanno all’origine del problema, senza bisogno di interventi esterni.

Il ruolo dell’ossido di manganese

Il cuore del sistema è un catalizzatore a base di ossido di manganese inserito nel coperchio. Quando viene raggiunto dalla luce solare questo materiale si attiva e comincia a fare due cose. Da un lato assorbe gli acidi organici volatili, cioè quei composti che evaporano facilmente e che finiscono dritti nel naso di chi passa accanto al cassonetto. Dall’altro rompe i legami chimici dell’acido acetico, smontando di fatto la molecola responsabile del cattivo odore.

Il risultato è che il caratteristico e forte odore di aceto prodotto dagli alimenti in decomposizione viene attenuato direttamente alla fonte. Il meccanismo non si limita a nascondere il fetore sotto un profumo più gradevole ma interviene sulla sua causa chimica, ed è proprio questa la differenza principale rispetto agli approcci tradizionali basati sul semplice assorbimento.

Non è la prima volta che i pannelli solari finiscono sui bidoni della spazzatura. A Bologna, per esempio, sono già presenti contenitori dotati di moduli fotovoltaici integrati, che però vengono utilizzati per far funzionare il compattatore, cioè il meccanismo che schiaccia i rifiuti e permette di sfruttare meglio lo spazio interno.

Fonte: TecnoAndroid

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