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Ora legale permanente sempre più probabile: l’indagine della Camera

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Il ritorno all’ora solare è ormai alle porte e con lui riaffiora una domanda che circola da tempo, cioè se abbia ancora senso spostare le lancette due volte all’anno. Il cambio dell’ora avverrà nella notte tra il 24 e il 25 ottobre, come da tradizione, ma stavolta il consueto passaggio stagionale arriva insieme a una novità tutt’altro che marginale. Per la prima volta il Parlamento italiano ha messo nero su bianco alcune strade possibili per superare definitivamente questa abitudine, con uno sguardo piuttosto attento all’ora legale permanente.

Se ne discute da anni, a dire il vero. L’idea di abbandonare l’alternanza tra ora solare e ora legale non è nuova e ciclicamente rimbalza nel dibattito pubblico, spesso senza grandi passi avanti. Negli ultimi tempi però qualcosa si è mosso nella direzione auspicata da chi chiede da tempo di fermare le lancette una volta per tutte, e il segnale arriva direttamente dalle istituzioni.

L’indagine della Camera sull’ora legale permanente

A muoversi è stata la Commissione Attività produttive della Camera, che ha concluso un’indagine dedicata agli effetti di un’eventuale ora legale mantenuta per tutto l’anno. Il lavoro non si è limitato a un singolo aspetto ma ha preso in esame un ventaglio piuttosto ampio di settori. Sotto la lente sono finiti i consumi energetici, la salute, il lavoro, il commercio, il turismo e i trasporti, ovvero tutti quegli ambiti in cui un’ora di luce in più o in meno può fare la differenza nella vita quotidiana delle persone e nei conti delle imprese.

Si tratta di un passaggio che in Italia non si era mai visto con questa chiarezza. Fino a oggi il tema era rimasto confinato a proposte sparse e discussioni generiche, mentre ora esiste un’analisi strutturata che mette in fila vantaggi e criticità. Un punto di partenza concreto, insomma, su cui costruire eventuali decisioni future senza procedere alla cieca.

Addio al doppio cambio annuale, ma quale orario tenere?

Dalle audizioni svolte durante l’indagine è emersa una convergenza abbastanza ampia su un punto preciso, ossia l’opportunità di eliminare il doppio cambio annuale. Le diverse voci ascoltate sembrano concordare sul fatto che continuare a spostare l’orologio avanti e indietro non sia più la soluzione migliore. Fin qui il quadro appare piuttosto lineare.

Le cose si complicano quando si passa alla scelta vera e propria. Decidere di abolire il cambio stagionale è una cosa, stabilire quale orario mantenere in modo stabile è tutt’altra faccenda, e su questo la decisione non sembra affatto scontata. Tenere l’ora legale significa godere di pomeriggi più luminosi anche nei mesi freddi, puntare invece sull’ora solare vuol dire privilegiare la luce del mattino. Ogni opzione porta con sé conseguenze diverse sui settori analizzati dalla Commissione.

Le possibilità individuate dal lavoro parlamentare sono tre e tra queste si nota una leggera preferenza per quella che porterebbe a mantenere l’ora legale. Una tendenza, non ancora una scelta definitiva, che però indica con una certa chiarezza verso quale soluzione si stia orientando il dibattito. Le proposte individuate saranno ora da valutare nel dettaglio, ciascuna con le proprie implicazioni per cittadini e imprese, mentre intanto le lancette si preparano a tornare indietro di un’ora nella notte tra il 24 e il 25 ottobre.

Fonte: TecnoAndroid

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