Gli autovelox con IA hanno cominciato a fare sul serio a San Paolo del Brasile, dove le telecamere intelligenti non si limitano più a misurare la velocità ma pizzicano chi guida con il telefono in mano e chi non allaccia la cintura. Dopo quasi un mese di prove sui tratti Sud ed Est del Rodoanel Mário Covas, il sistema ha registrato 4.879 infrazioni, con una media di 168,2 violazioni al giorno tra il 12 maggio e il 9 giugno. Da luglio quelle immagini finiscono direttamente sul tavolo della Polizia Stradale Militare, che le usa per contestare le multe agli automobilisti.
Cinture slacciate e telefono in mano, ecco cosa emerge dai dati
I numeri diffusi dal concessionario SPMAR raccontano una storia abbastanza chiara. La fetta più grande delle irregolarità riguarda la cintura di sicurezza: 2.420 conducenti sono stati beccati senza il dispositivo di ritenuta, il 49,6% dei casi. A questi si aggiungono 1.440 passeggeri senza cintura, pari al 29,5% del totale. L’uso del cellulare al volante ha invece prodotto 1.019 rilevazioni, il 20,9% delle infrazioni individuate.
Va detto una cosa, però. Quasi cinquemila violazioni sembrano tante, ma il concessionario precisa che quel volume si riferisce al periodo di calibrazione della tecnologia. Fino a quel momento il monitoraggio aveva una funzione educativa e serviva solo a validare il funzionamento del sistema prima dell’avvio effettivo delle sanzioni, ora entrate in vigore.
Come lavorano queste telecamere intelligenti
A differenza dei classici autovelox, dedicati solo alla velocità, il nuovo apparato monta telecamere ad alta definizione con intelligenza artificiale e sensori a infrarossi. Il flusso dei veicoli viene monitorato 24 ore su 24, con le immagini analizzate in automatico per individuare i comportamenti scorretti. Quando l’algoritmo rileva un conducente al telefono o persone senza cintura, l’evento viene registrato e inviato a un sistema condiviso con la polizia.
La multa, comunque, non parte da sola. Come accade in altri sistemi elettronici di controllo, tutto il materiale passa attraverso una validazione umana prima dell’emissione. Gli agenti analizzano ogni segnalazione per confermare che l’infrazione sia avvenuta davvero e che rispetti i requisiti della normativa stradale. Secondo SPMAR l’idea è ampliare la capacità di controllo senza sostituire gli agenti, e allo stesso tempo capire i modelli di comportamento degli utenti per prevenire gli incidenti.
Il primo progetto di una certa portata è partito proprio sul Rodoanel Mário Covas, con il monitoraggio avviato a maggio e attivo per i controlli dal 1° luglio. La tecnologia non si ferma lì. Dall’inizio del 2026 gli autovelox con IA lavorano anche sul sistema Anchieta-Imigrantes, il collegamento principale tra la capitale paulista e la Baixada Santista, dove il sistema individua telefono, mancanza di cintura ed eccesso di velocità.
Non solo multe, anche incidenti e situazioni di rischio
Durante i test sul Rodoanel le telecamere non hanno solo scovato infrazioni. Hanno ripreso anche incidenti e momenti pericolosi legati alla distrazione. Tra i casi finiti nelle immagini ci sono un camion uscito di carreggiata e finito nello spartitraffico centrale e un altro mezzo pesante che ha invaso la corsia accanto provocando un ribaltamento.
Andrew Aquino, responsabile delle Operazioni di SPMAR, mette al centro la prevenzione. «L’obiettivo (del concessionario) è prevenire gli incidenti, sostenendo l’educazione del conducente affinché pensi alla vita prima di prendere in mano il cellulare durante la guida del veicolo», sottolinea.
I dati raccolti si incastrano in uno scenario già noto agli esperti. Secondo l’Associazione Brasiliana di Medicina del Traffico (Abramet), circa il 90% degli eventi stradali presenta qualche elemento legato alla distrazione, compreso l’uso del telefono e il mancato rispetto delle norme. Per la Polizia Stradale Militare l’ampliamento del controllo elettronico riduce la percezione di impunità e permette di individuare infrazioni che il solo pattugliamento tradizionale difficilmente coglierebbe. Il Rodoanel apre questa fase, l’Anchieta-Imigrantes usa già la stessa tecnologia, e tutto lascia intendere un’espansione del modello su altre strade dello Stato.