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Fiumi arancioni in Alaska: il permafrost sciolto libera minerali

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In Alaska alcuni fiumi hanno cambiato colore e oggi scorrono con una tinta arancione che fino a poco tempo fa nessuno si sarebbe aspettato di vedere. Dietro a questi fiumi arancioni c’è lo scioglimento del permafrost, il terreno che per lunghissimo tempo è rimasto congelato e che adesso, cedendo al calore, libera nei corsi d’acqua sostanze rimaste intrappolate per un’eternità. Il fenomeno viene descritto come una preoccupante “nuova realtà del cambiamento climatico“, con un impatto che nessuno aveva davvero previsto.

La dinamica, almeno nelle sue linee essenziali, è abbastanza lineare. Il permafrost custodisce da tempo immemorabile una grande quantità di minerali chiusi nei suoli ghiacciati. Finché il terreno resta congelato quelle sostanze stanno ferme, bloccate lì dove si trovano. Quando invece il ghiaccio comincia a sciogliersi la situazione cambia, perché il materiale che prima era imprigionato trova una via d’uscita e finisce dritto nei torrenti.

Cosa succede quando il permafrost si scioglie

Il punto centrale riguarda proprio questo passaggio. Il permafrost non è semplicemente terra fredda. Funziona un po’ come una cassaforte naturale che trattiene al suo interno elementi rimasti isolati per un periodo lunghissimo. Con il riscaldamento questa cassaforte si apre, e i minerali che conteneva vengono trasportati verso i ruscelli e i fiumi della regione.

Il risultato si vede a occhio nudo. L’acqua che dovrebbe apparire limpida assume sfumature arancioni, un segnale visivo piuttosto evidente di quanto sta accadendo sotto la superficie. Ed è qui che la faccenda diventa interessante, perché un cambiamento così vistoso nel paesaggio dell’Alaska racconta qualcosa che altrimenti resterebbe invisibile, cioè la trasformazione del terreno ghiacciato su cui poggia buona parte di quei territori.

Colpisce soprattutto il fatto che si tratti di un effetto inatteso. Quando si parla di cambiamento climatico il pensiero corre spesso a temperature in aumento o a ghiacciai che arretrano. Molto meno immediato è immaginare dei fiumi che cambiano colore perché il suolo, sciogliendosi, rilascia sostanze accumulate nel tempo.

Una nuova realtà per i corsi d’acqua dell’Alaska

La definizione di “nuova realtà” non è scelta a caso. Indica un quadro in cui lo scioglimento dei suoli ghiacciati non resta confinato a un problema del terreno ma arriva a toccare direttamente l’acqua che scorre in superficie. I fiumi arancioni diventano così la parte visibile di un processo più profondo, legato al modo in cui il clima sta modificando l’equilibrio di un ambiente rimasto congelato per lunghissimo tempo.

La preoccupazione nasce proprio da qui. Se il permafrost continua a cedere, le sostanze che finiscono nei torrenti non sono più trattenute dal gelo come accadeva prima. Quello che per secoli è rimasto sigillato nel sottosuolo oggi entra in circolo e raggiunge i ruscelli, lasciando un segno ben riconoscibile nel colore dell’acqua.

Il fenomeno riguarda i corsi d’acqua dell’Alaska e mostra in modo piuttosto concreto come il riscaldamento possa avere conseguenze difficili da immaginare in anticipo. Non si tratta di un’ipotesi o di uno scenario futuro, dato che l’arancione è già comparso in quei fiumi. Il meccanismo è quello descritto fin dall’inizio, con il permafrost che fondendo rilascia nei torrenti i minerali rimasti a lungo intrappolati nei suoli ghiacciati.

Fonte: TecnoAndroid

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