Il mercato delle auto usate negli Stati Uniti ha superato una soglia che non toccava dal 2023, con il prezzo medio di listino che ha sfondato i EUR 23.647, circa 25.000 euro. Un dato che pesa parecchio sull’accessibilità, rendendo sempre più complicato per chi vuole comprare mettersi al volante di una vettura di seconda mano, per non parlare di una nuova.
Guardando ai numeri messi insieme dall’analisi dei dati vAuto Live Market View, alla fine di giugno le scorte di veicoli usati sui piazzali dei concessionari americani si attestavano a 2,14 milioni di unità, l’equivalente di 47 giorni di copertura. L’inventario è cresciuto dell’1 percento rispetto a maggio e dello 0,2 percento su base annua, anche se resta comunque contenuto rispetto agli standard degli ultimi anni. Il prezzo medio di listino è arrivato a EUR 23.671, ovvero circa 25.000 euro, con un aumento del 6 percento rispetto a un anno fa e il livello più alto dall’estate del 2023. Il valore è salito solo dello 0,4 percento rispetto alla media rivista di maggio, che era di EUR 23.584.
Ancora a febbraio di quest’anno i prezzi dell’usato si fermavano intorno ai EUR 22.077, poi il salto deciso ad aprile e maggio. La crescita è arrivata sulla scia di valori all’ingrosso più robusti da Manheim a inizio anno, mentre anche una quota maggiore di vetture più giovani nel mix delle vendite ha spinto verso l’alto la media.
Le stime parlano di 1,376 milioni di auto di seconda mano vendute a giugno, in calo rispetto a 1,449 milioni del mese precedente e nettamente giù dai 1,634 milioni di marzo, quando i prezzi medi si aggiravano sui EUR 22.218. E qui arriva la parte più delicata. Non solo comprare un usato costa di più, ma trovarne uno davvero abbordabile diventa un’impresa. L’offerta di vetture sotto i EUR 13.137, circa 13.900 euro, era ferma a soli 33 giorni di copertura a giugno.
Qualche spiraglio positivo in mezzo ai rincari
Le vendite complessive di veicoli usati hanno segnato un passo indietro a giugno, con un calo dell’1,6 percento rispetto a un anno prima e dell’1,9 percento su maggio. Niente di sorprendente, però. Il rallentamento tra maggio e giugno segue gli schemi stagionali che di solito si vedono all’inizio dell’estate. Il volume delle scorte è cresciuto dell’1 percento mentre il ritmo delle vendite scendeva del 2 percento, facendo salire i giorni di copertura del 2,9 percento. Quei 47 giorni di scorte risultano così un giorno in più rispetto a un anno fa e due sopra il dato rivisto di maggio, che era di 45.
Un piccolo raggio di sole c’è, comunque. L’accesso al credito ha toccato il livello più alto da dicembre 2015, quindi chi vuole comprare ha più possibilità di finanziamento rispetto a prima. Ford, Chevrolet, Toyota, Honda e Nissan insieme hanno coperto quasi la metà di tutte le vendite al dettaglio di usato a giugno.
Sul fronte del certificato pre owned il quadro è più confuso. I volumi di giugno sono saliti del 5 percento rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, ma sono scivolati del 7,8 percento su maggio, arrivando a una stima di 210.335 veicoli, giù dai 228.148 del mese precedente. Questo ha portato la fetta del CPO sul totale delle vendite al dettaglio dell’usato dal 15,7 percento di maggio al 15,3 percento di giugno. Da inizio anno il segmento si trova circa il 2,1 percento sotto il punto in cui si trovava nello stesso periodo dell’anno scorso.