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Auto elettriche, vendite record in 50 Paesi per il caro carburanti

Il caro carburanti ha finito per regalare una spinta tutt’altro che prevista alle auto elettriche, che nel secondo trimestre del 2026 hanno messo a segno vendite record in ben 50 Paesi. A raccontarlo sono i dati dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, la stessa che pochi giorni fa parlava del sorpasso delle rinnovabili sul carbone previsto entro il 2026. Stavolta il focus è diverso ma il filo conduttore resta lo stesso, ovvero il legame stretto tra energia e mobilità. E il quadro che emerge è chiaro: i prezzi altissimi dei carburanti, figli della guerra in Iran, hanno spinto in alto le immatricolazioni di veicoli elettrici e ibridi plug in.

Grazie a questa accelerazione, le auto a batteria dovrebbero arrivare a rappresentare circa il 29% delle immatricolazioni totali di auto nuove nel 2026, in crescita rispetto al 28% stimato a inizio anno. Nel rapporto si legge che il conflitto in Medio Oriente iniziato il 28 febbraio 2026 e la conseguente crisi energetica hanno riportato l’attenzione sull’uso del petrolio nel trasporto stradale, questione ormai centrale per la sicurezza energetica.

La corsa agli incentivi nei Paesi legati al greggio

L’IEA non usa mezzi termini e descrive la crisi petrolifera come la più grande interruzione dell’offerta della storia. Buona parte del mondo ha reagito nel modo più logico, accelerando cioè sull’elettrificazione. La crisi, spiega l’agenzia, ha rafforzato le posizioni a favore dei veicoli elettrici come risposta ai timori sulla sicurezza energetica e ai costi del carburante.

I passi avanti più netti si sono visti nei Paesi che dipendono in modo pesante dalle importazioni di petrolio. Qui, davanti all’impennata dei prezzi alla pompa, diversi governi hanno introdotto nuovi incentivi oppure hanno allargato quelli già esistenti, con l’obiettivo di favorire l’adozione delle EV e tagliare la spesa per il greggio. Un meccanismo che ricorda da vicino quello che aveva portato l’Italia, lo scorso ottobre, a mettere sul piatto l’Ecobonus con sconti fino a 11.000 euro sull’acquisto di un’auto elettrica.

Sempre secondo l’agenzia, tra aprile e giugno le vendite di veicoli alla spina sono raddoppiate in Australia, India, Brasile, Corea del Sud e Vietnam rispetto allo stesso periodo dell’anno prima. A maggio l’Australia ha rafforzato gli incentivi e ha spinto un nuovo programma per la ricarica su strada. Ad aprile la Thailandia ha lanciato un piano di prestiti dedicati all’acquisto di elettriche a batteria, mentre il Vietnam ha prorogato fino al 2030 le aliquote fiscali ridotte su modelli full electric e ibridi plug in. La Francia sta quasi raddoppiando i finanziamenti pubblici per l’elettrificazione e la Spagna ha esteso le detrazioni per chi compra una EV o installa una colonnina.

I numeri complessivi confermano il boom

C’è un dettaglio che rende tutto più significativo. Questa impennata è arrivata durante una fase di rallentamento generale del settore auto. Le vendite globali di veicoli, considerando tutte le alimentazioni, sono calate del 5% su base annua nella prima metà del 2026. E la ripresa dell’elettrico pesa ancora di più se si tiene conto del crollo nei due mercati più grandi al mondo, la Cina con un meno 20% complessivo nel primo semestre e gli Stati Uniti, dove l’amministrazione Trump ha eliminato il credito d’imposta federale per le elettriche e azzerato le sanzioni legate agli standard sui consumi.

Il report, intitolato “Mercati dell’auto elettrica in un periodo di incertezza”, parla di una crescita del 35% delle vendite di auto elettriche nel secondo trimestre 2026 rispetto ai primi tre mesi dell’anno, con record trimestrali proprio in quei 50 Paesi citati all’inizio. Un dato che, letto insieme al calo generale, dice una cosa precisa: mentre il comparto nel suo insieme fatica, l’elettrico continua a macinare terreno, sostenuto sia dalla pressione sui prezzi del carburante sia dalle politiche pubbliche pensate per attutirne l’urto sui consumatori.

Quanto tutto questo si rivelerà duraturo, una volta che la crisi energetica dovesse rientrare, ammesso che rientri, è un altro discorso. Per ora i numeri parlano di un’accelerazione che va ben oltre la semplice moda del momento.

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