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Le auto cinesi negli Stati Uniti sono tornate a occupare il centro del dibattito politico americano, e questa volta il motivo è un sospetto: che la Casa Bianca stia lavorando a un accordo con Pechino capace di ribaltare la linea dura degli ultimi anni. A luglio la commissione Commercio del Senato aveva approvato all’unanimità il Connected Vehicle Security Act of 2026, un disegno di legge bipartisan pensato per vietare software e componenti cinesi nei veicoli connessi venduti sul mercato statunitense, con l’obiettivo dichiarato di ridurre i rischi per la sicurezza nazionale legati alla tecnologia che arriva dalla Cina. Una direzione chiara, insomma. Che ora rischia di incrociarsi con qualcosa di molto diverso.
La voce arriva da Elissa Slotkin, esponente democratica del Michigan e senatrice eletta per il prossimo mandato, secondo cui l’amministrazione di Donald Trump starebbe valutando un’intesa con Pechino che, invece di chiudere le porte, finirebbe per facilitare l’ingresso delle auto elettriche cinesi sul mercato americano. L’ipotesi, sempre secondo Slotkin, sarebbe collegata a un possibile incontro tra Trump e Xi Jinping, presidente della Cina.
Il Michigan e il timore per 1,2 milioni di posti di lavoro
Il punto sensibile, per la senatrice, è geografico prima che ideologico. Il Michigan ospita una delle concentrazioni più importanti dell’industria automobilistica statunitense, e secondo le stime di Slotkin un’apertura alle auto cinesi metterebbe a rischio circa 1,2 milioni di posti di lavoro legati al settore. “Sentiamo voci secondo cui Trump starebbe pianificando di consentire la vendita di auto cinesi negli Stati Uniti, come parte di un accordo più ampio che sta costruendo”, ha dichiarato. Ammettendo però, con una certa onestà, che si tratta di indiscrezioni e non di un annuncio ufficiale della Casa Bianca. Nessun documento governativo conferma per ora un’apertura del mercato alle auto elettriche cinesi.
Il collegamento che Slotkin costruisce è tutto politico: usa i rumor come sfondo per spingere la sua proposta di legge, presentata insieme al senatore repubblicano Bernie Moreno. “Io e Moreno abbiamo una legge bipartisan per vietare le auto cinesi dai mercati americani e dal transito ai valichi di frontiera”, ha detto, spostando rapidamente il discorso dal presunto accordo con Pechino al provvedimento che intende far approvare nella nuova legislatura.
Dazi al 100% e le regole già in vigore sui veicoli connessi
Il quadro normativo attuale, va detto, punta esattamente nella direzione opposta rispetto alle indiscrezioni. Nel 2024 l’amministrazione Biden ha portato il dazio aggiuntivo sulle auto elettriche cinesi dal 25% al 100%, e finora non risultano decisioni ufficiali dell’amministrazione Trump orientate ad abbassare quella soglia.
A questo si somma la final rule del gennaio 2025 firmata dal Bureau of Industry and Security, l’ufficio del Dipartimento del Commercio che si occupa di sicurezza tecnologica. La norma vieta il software collegato a Cina e Russia nei veicoli connessi a partire dal model year 2027, con l’hardware equivalente messo fuori gioco dal 2030. Non è un’ipotesi, è una restrizione già operativa, con scadenze fissate e un sistema di autorizzazioni e fornitori approvati.
C’è di più. Dal model year 2027 la stessa regola blocca importazione e vendita negli Stati Uniti di veicoli connessi prodotti da costruttori con un sufficiente nesso con Cina o Russia, anche quando l’assemblaggio avviene su suolo americano. Il Connected Vehicle Security Act vorrebbe rendere permanenti questi divieti, aggiungendo un criterio che fermerebbe la vendita di veicoli realizzati da case con oltre il 15% di proprietà cinese. Una soglia che, secondo il senatore Ted Cruz, finirebbe per coinvolgere anche Mercedes.
Sulla stessa lunghezza d’onda si muove l’Alliance for Automotive Innovation, la lobby che raccoglie General Motors, Ford, Stellantis, Toyota e Volkswagen. L’associazione ha chiesto al Congresso di vietare in modo permanente vendita, importazione e produzione di veicoli connessi cinesi. È dentro questo perimetro regolatorio, già fitto di divieti e date di applicazione, che si inseriscono le voci su un eventuale accordo tra Trump e Xi sulle auto elettriche.








