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Collegare lo smartphone a un’auto a noleggio è uno di quei gesti che si fanno quasi senza pensarci. Si arriva in una città nuova, si ritirano le chiavi e la prima cosa che viene in mente è avviare il navigatore o la playlist preferita sul sistema di bordo. Gli esperti però avvertono che proprio questa abitudine, apparentemente innocua, può costare cara in termini di privacy nel momento in cui la vettura viene restituita.
Il motivo è semplice. Quando il telefono viene associato all’impianto dell’auto, una serie di informazioni personali rischia di restare a disposizione del guidatore successivo: il nome, la rubrica salvata, gli accessi ai servizi di streaming musicale. Anche il semplice nome del dispositivo o di un account può rivelare più di quanto si immagini. Nel 2015 un uomo di Baltimora riuscì a rintracciare i ragazzi che gli avevano rubato l’auto proprio grazie a uno dei loro telefoni, il cui nome coincideva con un profilo Instagram pubblico. Tra tutti i dati che una vettura può conservare, il più delicato è probabilmente la cronologia di navigazione GPS, capace di svelare a chi sale a bordo dopo dove si è soggiornato o magari dove si lavora. Connettersi in sicurezza è possibile, a patto di farlo con un minimo di attenzione prima di alzare il volume.
Bluetooth o cavo USB, la differenza conta
Molto dipende dalla modalità di collegamento e da cosa si fa dopo. Il Bluetooth è la strada più rischiosa. Con il cavo USB invece si accede ad Apple CarPlay o Android Auto, entrambi cifrati, e questo significa che i dati scambiati tra telefono e vettura sono protetti da accessi esterni. In genere i sistemi di intrattenimento delle auto non pescano nel telefono in automatico. Durante l’abbinamento via Bluetooth compare piuttosto una finestra, sullo schermo dell’auto o su quello dello smartphone, che chiede se sincronizzare tutti i contatti. Rispondendo di no si possono comunque usare musica e navigazione senza condividere informazioni superflue.
C’è poi la questione delle regole fissate dalle compagnie. La maggior parte delle informative sulla privacy delle società di autonoleggio specifica chiaramente che il cliente è responsabile dei dati trasmessi durante l’uso del veicolo. Avis, per esempio, precisa che le vetture connesse possono inviare dati in automatico al costruttore e che chi decide di sincronizzare i propri dispositivi deve sapere che quelle informazioni possono rimanere memorizzate nel sistema di infotainment a tempo indeterminato, come impostazione predefinita. La stessa informativa invita a dissociare sempre il dispositivo e a fare il necessario per cancellare i propri dati dal sistema al momento della riconsegna, chiarendo che la società non si ritiene responsabile di quanto rimane a bordo dopo l’utilizzo.
Cosa fare prima di riconsegnare la vettura
Il primo passo, prima di restituire l’auto a noleggio, è scollegarsi del tutto dalle impostazioni Bluetooth del telefono e rimuovere il veicolo dall’elenco dei dispositivi associati. Subito dopo conviene entrare nel sistema di navigazione dell’auto ed eliminare lo smartphone dalla cronologia, come suggerisce la Federal Communications Commission nella sua guida per i consumatori dedicata alla sicurezza delle connessioni Bluetooth. Chi ha usato il navigatore di bordo senza collegare il telefono dovrebbe comunque cancellare lo storico, compresi gli indirizzi salvati.
Per una pulizia più profonda molte vetture prevedono un ripristino alle impostazioni di fabbrica, una procedura descritta nel manuale del veicolo che elimina ogni traccia del periodo trascorso al volante. Chi cerca la massima tranquillità può invece evitare qualsiasi collegamento e navigare direttamente dallo smartphone. Niente musica dagli altoparlanti dell’auto, ma i dati personali restano intatti.
Fonte: TecnoAndroid








