Assassin’s Creed Black Flag Resynced è già diventato il caso di cui Ubisoft aveva un disperato bisogno, perché in appena due settimane sul mercato ha fatto qualcosa che raramente capita di vedere. Il remake del quarto capitolo della saga ha superato le previsioni di vendita fissate per l’intero primo anno, e lo ha fatto con un margine che nessuno dentro l’azienda si aspettava così presto. Un lancio che, numeri alla mano, cambia parecchio le prospettive.
Numeri che raccontano una storia diversa
Il traguardo annunciato la scorsa settimana parlava di tre milioni di copie. Sembrava già un bel risultato, e invece il gioco ha continuato a macinare vendite senza rallentare. Nei documenti finanziari pubblicati di recente, il CEO Yves Guillemot ha messo nero su bianco una cifra ancora più corposa: 3,5 milioni di copie vendute nelle prime due settimane. Roba che spinge il titolo ben oltre le aspettative annuali costruite dall’azienda.
“Il forte lancio di Assassin’s Creed Black Flag Resynced all’inizio di luglio, da parte di Vantage Studios, rappresenta una prova incoraggiante”, ha spiegato Guillemot presentando le performance del gioco. E il tono, va detto, tradisce un certo sollievo. Dopo un periodo complicato, avere tra le mani un successo del genere non è cosa da poco.
Un record che passa dal PC
Il dato più interessante riguarda proprio la piattaforma. Guillemot ha parlato di “vendite di proporzioni storiche per il franchise su PC“, trainate soprattutto dai mercati di Stati Uniti e Cina. Il remake piratesco, insomma, ha trovato terreno fertile là dove la serie storicamente aveva un po’ faticato a imporsi con questa forza, e i numeri visti anche su Steam confermano la tendenza.
“A due settimane dal lancio, il titolo ha già superato le aspettative annuali che avevamo”, ha ribadito il numero uno di Ubisoft. E poi un passaggio dedicato a chi ci ha lavorato: “Vorrei ringraziare di cuore i team che, con il loro talento e la loro dedizione, hanno dato vita a questo progetto”. Parole belle, certo, con un retrogusto amaro però. Buona parte degli sviluppatori coinvolti è stata licenziata proprio al termine dei lavori, quando il gioco era ormai pronto per uscire.
Guillemot ha chiuso il ragionamento collegando il successo a una visione più ampia dell’azienda. “Questo lancio dimostra il fascino intramontabile del marchio Assassin’s Creed, nonché i primi benefici della nostra trasformazione in corso e del nostro impegno a offrire esperienze di altissima qualità”. Una dichiarazione che suona quasi come una scommessa vinta, in un momento in cui Ubisoft aveva bisogno di segnali concreti più che di promesse. Il ritorno alle avventure di Edward Kenway tra abbordaggi, tesori e mare aperto ha evidentemente colpito nel segno, riportando in auge un capitolo che tanti giocatori ricordano come uno dei migliori mai firmati dalla saga. E i 3,5 milioni di copie in due settimane sono lì a dimostrarlo, senza bisogno di troppi giri di parole.


