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Artemis III: NASA e SpaceX testano il nuovo Super Heavy per le missioni lunari

La collaborazione tra NASA e SpaceX continua a intensificarsi in vista delle future missioni del programma Artemis. Mentre proseguono i test di Starship, le due aziende stanno lavorando anche sul perfezionamento del razzo Super Heavy Version 3, con l’obiettivo di migliorarne il comportamento durante il rientro nell’atmosfera e favorirne il riutilizzo.

Uno degli aspetti più delicati del programma non riguarda infatti soltanto il decollo, ma soprattutto la capacità di recuperare il primo stadio in condizioni tali da poterlo impiegare nuovamente nel minor tempo possibile.

Completati nuovi test aerodinamici in California

NASA e SpaceX hanno concluso una nuova campagna di prove presso le gallerie del vento del centro Ames, in California. I test erano dedicati al booster Super Heavy Version 3, il primo stadio del sistema Starship destinato a supportare le future missioni lunari.

Per analizzare il comportamento aerodinamico del veicolo durante il rientro è stato utilizzato un modello in scala dell’1,2%, sottoposto a flussi d’aria compresi tra Mach 0,2 e Mach 2,5, equivalenti a velocità fino a circa 3.060 km/h.

Durante le prove i ricercatori hanno esaminato sia le forze aerodinamiche costanti sia quelle variabili, comprese le turbolenze che possono generare vibrazioni e sollecitazioni impreviste sulla struttura del razzo.

Le novità del Super Heavy Version 3

La nuova versione del booster introduce diverse modifiche rispetto ai modelli precedenti. Tra le principali novità figurano i nuovi motori Raptor 3, la rimozione di alcune protezioni esterne e una configurazione con tre grandi grid fin al posto delle quattro adottate in passato.

È stato inoltre sviluppato un nuovo sistema di separazione tra il booster e la navicella, progettato fin dall’inizio per essere riutilizzabile.

I dati raccolti durante la campagna di test vengono ora integrati nei software di simulazione e nei sistemi di guida di Starship. In questo modo il computer di bordo potrà prevedere con maggiore precisione il comportamento del razzo durante il rientro, migliorando la gestione delle fasi più critiche del volo.

Il lavoro svolto rappresenta un passaggio importante in vista di Artemis III, missione prevista per il 2027, che avrà il compito di verificare il funzionamento dell’intero sistema prima del ritorno degli astronauti sulla Luna, attualmente programmato per il 2028.

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