Aptera è quel veicolo a tre ruote alimentato a energia solare, con un’aerodinamica curata da Pininfarina, che sta facendo parlare parecchio di sé. Dopo il primo viaggio reale su strada, ora a riaccendere i riflettori sul progetto ci ha pensato Steve Fambro, co-CEO di Aptera Motors, con un post pubblicato su X. Il dato condiviso è di quelli che colpiscono: alle 8 del mattino, con il sole ancora basso sull’orizzonte, i pannelli sul tetto della sua abitazione producevano 136 W, mentre la sua Aptera parcheggiata all’esterno ne generava 363 W. Più del doppio. Non c’è nulla di fantascientifico dietro questa differenza, ma il dato resta indicativo e vale la pena capire perché succede.
I pannelli solari residenziali sono generalmente fissi, orientati in un’unica direzione e pensati per rendere al massimo nelle ore centrali della giornata, quando la luce è più diretta. Con il sole basso, buona parte della superficie riceve i raggi in modo obliquo, e la resa cala in modo significativo. I pannelli di Aptera, invece, sono distribuiti su cofano, cruscotto, tetto e portellone per un totale di 700 W, e coprono diverse angolazioni. Il risultato è che a qualsiasi ora del giorno almeno una porzione dei pannelli si trova in posizione quasi perpendicolare rispetto alla luce solare. Entro sera il tetto di casa produrrà quasi certamente di più, ma nelle prime ore del mattino il vantaggio è tutto dell’auto.
Non è propaganda: Aptera è progettata esattamente per questo
Qualcuno potrebbe liquidare la cosa come un confronto un po’ forzato. E invece è esattamente lo scenario per cui il veicolo è stato concepito. Chi parcheggia all’aperto durante le ore diurne può recuperare autonomia nel corso della giornata, riducendo la necessità di ricaricare dalle colonnine o dalla wallbox domestica. Secondo l’azienda, il sistema solare può aggiungere fino a 64 km di autonomia al giorno, almeno nelle condizioni favorevoli della California.
L’idea di integrare pannelli solari nella carrozzeria non è un’esclusiva di Aptera. Toyota ha sperimentato pannelli ad alta efficienza su una Prius plug-in, Hyundai e Kia li hanno introdotti su alcuni modelli ibridi, e Nissan ha presentato un sistema estraibile per la sua kei car elettrica Sakura, capace di aggiungere fino a 3.000 km di autonomia all’anno. La differenza sostanziale è che tutti questi sistemi trattano il solare come supplemento a una motorizzazione convenzionale, mentre Aptera ha progettato l’intera vettura (forma, dimensioni, persino il numero di ruote) con l’obiettivo primario di massimizzare la superficie disponibile per i pannelli e minimizzare i consumi. Il solare qui non è un accessorio: è la fonte principale di energia. Ed è anche il motivo per cui il design risulta così diverso da qualsiasi altra auto sul mercato.
Quasi 50.000 prenotazioni e una sfida finanziaria aperta
Aptera è uscita dalla linea di validazione a Carlsbad. L’azienda conta quasi 50.000 prenotazioni, con un potenziale di oltre 1,5 miliardi di euro di ricavi stimati. Le prime consegne ai clienti sono previste entro la fine del 2026. Numeri importanti, ma il contesto finanziario resta delicato. Aptera ha chiuso il 2025 con una perdita netta di circa 39 milioni di euro e poco meno di 9 milioni di euro in cassa, cifre che rendono evidente quanto sia necessario trovare nuovi capitali per arrivare alla produzione in serie.