Vai al contenuto
Offerte

Apple Watch e Audio Intelligence: l’audio non viene mai salvato

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

Con l’arrivo delle nuove funzioni di Audio Intelligence, Apple ha messo sul tavolo anche un documento tecnico che spiega nel dettaglio come l’ascolto ambientale gestito dall’intelligenza artificiale riesca a convivere con la privacy di chi indossa l’orologio. La questione è semplice da porre e complicata da risolvere: se un dispositivo ascolta in continuazione quello che accade intorno, dove finisce l’audio? La risposta dell’azienda è che non finisce da nessuna parte, perché non viene mai trasformato in un file.

Le funzioni annunciate durante l’evento di presentazione dedicato alla coppia di iPhone sono quattro e girano tutte intorno a Siri: Siri Recap, Live Rewind, Sound Recognition e Music Recognition. Nomi che promettono riepiloghi, riascolti e riconoscimento di suoni e brani, tutte cose che presuppongono un microfono attivo. Ed è proprio su quel punto che Apple ha voluto essere esplicita, pubblicando insieme all’annuncio un documento in cui si legge che l’audio grezzo raccolto dalle nuove funzioni viene gestito all’interno di hardware dedicato, non viene salvato come file e non è accessibile né al sistema operativo, né alle app, né ad Apple stessa.

Il ruolo della Secure Exclave nel chip S11

Il cuore di tutto è la Secure Exclave, un comparto isolato a livello hardware che Apple ha integrato direttamente nel silicio del chip S11, quello che alimenta Apple Watch Series 12 e Apple Watch Ultra 4. L’idea è quella di elaborare i dati provenienti dai sensori in una zona separata dal resto del sistema, una specie di stanza chiusa dentro il processore. I dati che vengono analizzati lì dentro non sono raggiungibili da watchOS, dalle app, dall’utente e nemmeno dall’azienda.

Il percorso dell’audio è descritto in modo abbastanza preciso. Il suono captato dal microfono entra nella Secure Exclave di Apple Watch, dove viene processato in prima battuta per individuare parlato, suoni o musica, senza che venga trascritto e senza che l’audio grezzo venga conservato. Quel flusso resta in un buffer che si sovrascrive continuamente e che esiste soltanto all’interno dell’hardware protetto, senza mai generare una registrazione vera e propria. Detto in altri termini, l’audio passa, viene letto per capire di cosa si tratta e sparisce.

Cosa può decidere chi indossa l’orologio

L’altro pilastro riguarda il controllo. Apple sottolinea che spetta all’utente stabilire se e quando le funzioni di Audio Intelligence siano attive, e nel caso di Live Rewind serve un doppio tocco sulla Digital Crown ogni singola volta che si vuole attivarla. Non c’è quindi un ascolto perpetuo dato per scontato, ma un gesto fisico che accende la funzione al momento del bisogno.

Quando i dati devono passare dall’orologio al telefono, il trasferimento avviene in forma cifrata e attraversa le Secure Exclave di entrambi i dispositivi, quindi la parte protetta rimane protetta anche durante il viaggio. Su Siri Recap e Live Rewind è poi possibile scegliere quale testo conservare e quale scartare, e il testo prodotto dalle funzioni di Audio Intelligence viene sincronizzato con crittografia end to end a patto di avere un codice di accesso impostato sul dispositivo e di usare l’autenticazione a due fattori di iCloud.

Condividi:
95 Condivisioni