Apple smart glasses in arrivo, ma con calma. Chi sperava di mettere le mani sugli occhiali intelligenti di Cupertino entro quest’anno dovrà armarsi di pazienza, perché secondo le indiscrezioni che circolano il lancio è stato spostato bel più avanti. La parola che gira tra le fonti vicine all’azienda è una data precisa, o quasi, e racconta di un prodotto che dovrà vedersela con i rivali già sul mercato.
Il progetto, va detto, non è nato proprio sotto i migliori auspici. Apple aveva messo nel mirino un’uscita più ravvicinata, ma tra complicazioni varie e una partenza in ritardo rispetto alla concorrenza il calendario è slittato. E così questi occhiali, pensati per sfidare direttamente i Meta Ray-Ban e le nuove proposte di Google e Samsung, dovranno aspettare ancora un bel po’ prima di arrivare nei negozi.
Quando usciranno davvero questi occhiali
L’insider Mark Gurman, nella sua newsletter Power On, riferisce che le fonti interne all’azienda parlano di una finestra di lancio fissata alla fine del 2027. Nulla è scolpito nella pietra, ovviamente, ma è questo l’obiettivo che Cupertino starebbe inseguendo adesso. Tradotto in pratica significa che gli occhiali intelligenti arriveranno dopo il ventennale di iPhone, celebrato con un rivoluzionario iPhone 20 Pro. Già, perché iPhone 19 verrà saltato del tutto, e nel frattempo è atteso anche un nuovo iPhone pieghevole.
Il timing, insomma, è tutt’altro che casuale. Apple sembra voler mettere ordine nella propria roadmap prima di lanciarsi in un mercato nuovo, dove altri si sono già mossi con un certo anticipo.
La carta della privacy come elemento distintivo
Tim Cook, amministratore delegato uscente, ci teneva parecchio a portare gli smart glasses sul mercato per dare battaglia ai Ray-Ban. Come molti altri, anche in Apple credono che gli occhiali possano rappresentare il futuro degli smartphone, una visione che Cook condivide in buona parte con Mark Zuckerberg. L’azienda dovrebbe puntare su un design sviluppato internamente, così da abbattere i costi e consegnare un prodotto riconoscibile, con quel tocco tipicamente Apple.
Ma il fattore che potrebbe fare davvero la differenza è un altro, e cioè l’attenzione alla privacy dell’utente. I Meta Ray-Ban hanno mostrato qualche crepa proprio sul fronte della riservatezza dei momenti privati, e Apple quasi certamente giocherà la carta del rispetto dei dati per giustificare il suo ingresso tardivo. Una strategia simile a quella adottata con l’intelligenza artificiale quest’anno, e che ha tutte le carte in regola per funzionare. Il primo paio di occhiali non avrà un display vero e proprio. Un modello con realtà aumentata completa dovrebbe però seguire a ruota, sempre che la prima versione riscuota anche solo un successo modesto.
La concorrenza non sta a guardare
C’è un dettaglio che complica le cose. Meta potrebbe riuscire a portare sugli scaffali una versione consumer dei suoi occhiali Orion già nel 2027. Se ciò accadesse, gli appassionati di realtà estesa si troverebbero davanti a una scelta netta, ovvero tecnologia all’avanguardia con qualche compromesso sulla privacy oppure qualcosa di molto più affidabile ma un passo indietro sul piano tecnico.
Nel frattempo Google e Samsung hanno già lanciato i loro modelli quest’anno, e altre aziende stanno saltando sul carro. Per questo Apple ha bisogno di rispettare la finestra del 2027 senza ulteriori rinvii. Ogni volta che l’azienda entra in un settore, tende a ridisegnarne le regole, e in molti restano convinti che gli occhiali possano un giorno superare gli smartphone come dispositivo di riferimento.