Apple sta accelerando in modo deciso sul fronte ambientale, e i numeri parlano piuttosto chiaro. L’obiettivo dichiarato resta quello della neutralità carbonica entro il 2030, un traguardo ambizioso che coinvolge tutte le attività dell’azienda. In occasione della Giornata della Terra del 22 aprile, sono stati annunciati risultati importanti: tutti i prodotti spediti nel 2025 contengono almeno il 30% di materiali riciclati, e la plastica è stata completamente eliminata dagli imballaggi. Al suo posto, fibre riciclabili. E non è un dettaglio da poco, perché questa scelta ha permesso di risparmiare oltre 15.000 tonnellate di plastica negli ultimi cinque anni. Per rendere l’idea, si parla di circa 500 milioni di bottiglie d’acqua in meno.
Sono numeri che fanno impressione, certo. Ma la parte forse più interessante riguarda i prodotti stessi, e in particolare il nuovo MacBook Neo.
MacBook Neo: il prodotto Apple più sostenibile di sempre
MacBook Neo rappresenta un punto di svolta nella strategia green di Apple. Non è solo un portatile: è il MacBook con le più basse emissioni di carbonio mai realizzato, e anche il prodotto Apple con la percentuale più alta di materiale riciclato in assoluto. Un primato doppio che dà la misura di quanto l’azienda stia investendo in questa direzione.
I dispositivi del marchio, e MacBook Neo in testa, integrano diversi componenti realizzati con il 100% di materiale riciclato. Dal cobalto nelle batterie alle terre rare nei magneti, passando per la placcatura in oro e la saldatura in stagno nei circuiti stampati progettati internamente da Apple. Ogni dettaglio è stato ripensato in chiave circolare, e questo approccio non si limita alla scelta dei materiali.
La sostenibilità ambientale di Apple poggia anche, e forse soprattutto, sullo sviluppo di tecnologie innovative pensate per recuperare i materiali dai prodotti arrivati a fine vita. Qui entra in gioco qualcosa di davvero interessante.
Cora e ARIS: la tecnologia al servizio del riciclo
Apple ha presentato Cora, una nuova linea di riciclaggio dell’elettronica basata sulla triturazione di precisione. Installata presso l’Advanced Recovery Center in California, Cora è in grado di raggiungere tassi di recupero superiori agli standard del settore. Il merito va ai sensori avanzati che guidano ogni fase del processo, rendendo il recupero dei materiali molto più efficiente rispetto ai metodi tradizionali.
E poi c’è ARIS, un sistema che sfrutta l’intelligenza artificiale per supportare le aziende di riciclaggio nella classificazione e nello smistamento dei rifiuti elettronici. Non si tratta di un progetto interno ad Apple e basta: ARIS è pensato per aiutare anche realtà esterne a gestire meglio il flusso di dispositivi da riciclare. Una mossa che amplia l’impatto ambientale ben oltre il perimetro dell’azienda di Cupertino.
Quello che emerge dal quadro complessivo è che Apple non sta semplicemente migliorando i propri prodotti dal punto di vista dei materiali. Sta costruendo un’infrastruttura tecnologica dedicata al riciclo, con strumenti proprietari e sistemi basati sull’AI che puntano a trasformare il modo in cui l’intero settore gestisce i rifiuti elettronici. MacBook Neo, con i suoi record di sostenibilità, è il simbolo più visibile di questa strategia, ma dietro ci sono investimenti e innovazioni che vanno molto oltre il singolo prodotto.