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La smart home di Apple è pronta a cambiare pelle, e non si tratta di un semplice ritocco: l’azienda di Cupertino lavora a una serie di dispositivi domestici che comprende uno speaker rivisto, una nuova Apple TV e un hub con schermo mai visto prima, tutti attesi entro il 2027. Un piano ampio, che tocca contemporaneamente audio, intrattenimento e controllo della casa, e che arriva dopo anni in cui il catalogo domestico della mela è rimasto praticamente fermo.
Il dettaglio che spiega meglio di qualsiasi altro il senso di questa mossa riguarda l’età dei prodotti attualmente in vendita. I dispositivi per la casa intelligente firmati Apple hanno dai 4 ai 6 anni sulle spalle, un’eternità in un settore dove i concorrenti aggiornano le proprie linee con una frequenza molto più alta. Per molti osservatori si tratta quindi di un risveglio, l’uscita da una fase di letargo che aveva lasciato campo libero ad altri.
Nuovi HomePod, Apple TV e un hub con schermo
Il primo tassello è lo speaker: i nuovi HomePod dovrebbero arrivare in versione rivisitata, segno che l’azienda non intende abbandonare il segmento audio domestico ma piuttosto rimetterlo al centro. Il secondo riguarda l’intrattenimento, con un aggiornamento della set top box che da anni rappresenta il punto di ingresso di Cupertino nel salotto di casa. Il terzo elemento è quello più interessante, perché completamente inedito: un hub dotato di display, pensato per fare da centro di comando della casa connessa.
Un dispositivo di questo tipo cambia il modo in cui si interagisce con la domotica. Fino a oggi il controllo passava soprattutto dalla voce o dallo schermo dello smartphone, mentre un pannello fisso in cucina o in corridoio offre un accesso immediato a luci, temperatura, telecamere e scenari. È la direzione che il mercato ha imboccato da tempo e Apple sembra volerci entrare con una proposta propria, non con un adattamento di prodotti già esistenti.
HomeOS, il software che tiene insieme tutto
Il collante di questa nuova famiglia di prodotti sarebbe HomeOS, il sistema operativo dedicato alla casa. L’idea di un software costruito appositamente per la domotica ha una logica precisa: significa smettere di trattare la smart home come una funzione accessoria di iOS o tvOS e darle un’identità autonoma, con un’interfaccia pensata per schermi che stanno appesi al muro o appoggiati su un mobile, non tenuti in mano.
Per chi ha già investito in accessori compatibili, la prospettiva è quella di un ecosistema più coerente, dove i vari dispositivi parlano la stessa lingua invece di richiedere passaggi diversi a seconda del punto di accesso. La nuova line up dedicata alla casa intelligente punta proprio su questo, sulla continuità tra un dispositivo e l’altro.
Una finestra temporale lunga
I tempi indicati portano fino al 2027, quindi non si parla di un lancio unico ma di una distribuzione graduale dei vari prodotti. Una scelta che permette di scaglionare le uscite e di non presentare tutto in blocco, tenendo comunque un filo conduttore riconoscibile tra speaker, box per il televisore e schermo di controllo.










