Nonostante le tensioni sulla produzione dei processori, i Mac desktop di Apple sembrano avviati verso una stagione ricca di novità. Un nuovo report firmato da Mark Gurman di Bloomberg raccoglie molte delle voci circolate nelle ultime settimane e, qua e là, aggiunge qualche particolare finora sconosciuto. Il quadro che ne esce è quello di un’azienda che, pur navigando in acque non semplici sul fronte dei chip, continua a spingere sull’acceleratore per rinnovare la propria offerta di computer da scrivania.
Partiamo dal Mac Mini, che pare destinato a ripetere una strategia già vista in passato. Il computer più compatto della gamma dovrebbe arrivare in due varianti equipaggiate con generazioni diverse di Apple Silicon. Da una parte le configurazioni con chip M5 Pro, quello che ha debuttato di recente sui MacBook Pro. Dall’altra un modello con M6 in versione base, ancora inedito, pensato per chi non ha bisogno di una potenza di calcolo particolarmente spinta. Una scelta che permetterebbe di coprire fasce di utenza differenti senza stravolgere il prodotto.
Discorso simile per il Mac Studio, che dovrebbe ricevere un aggiornamento basato su chip più coordinati tra loro, ossia M5 Max e M5 Ultra. In entrambi i casi, però, non si parla di grandi rivoluzioni. Il design resterebbe sostanzialmente quello attuale, così come le specifiche accessorie. La vera differenza, insomma, sta sotto la scocca, nella nuova piattaforma hardware che dovrebbe garantire un salto prestazionale senza toccare l’estetica ormai consolidata.
Gli iMac verso i pannelli OLED, ma serve tempo
Il capitolo più interessante riguarda però gli iMac. Secondo la stessa fonte, a Cupertino stanno lavorando per portare anche sul computer all in one i display OLED, una tecnologia che Apple ha già introdotto su iPad Pro nel 2024. I vantaggi rispetto ai tradizionali pannelli LCD sono diversi e piuttosto concreti. Si parla di una luminosità più elevata, di un contrasto praticamente infinito grazie ai neri assoluti, di colori più fedeli e anche di consumi energetici ridotti.
L’obiettivo di lungo periodo appare chiaro. L’azienda vuole estendere gli OLED a tutta la sua gamma di dispositivi, e nei prossimi mesi dovrebbe fare capolino il primo MacBook con questa tecnologia, con ogni probabilità un modello di fascia alta, forse un Pro o addirittura un Ultra. Il problema, come spesso accade con Apple, è che l’asticella della qualità è fissata molto in alto.
Per correggere alcuni difetti intrinseci degli OLED bisogna investire cifre importanti e mettere in conto tempi non brevi. Ed è probabilmente questo il motivo per cui il passaggio degli iMac ai nuovi pannelli non arriverà da un giorno all’altro, ma sarà il risultato di un lavoro paziente e attento ai dettagli. La direzione, comunque, sembra tracciata con una certa decisione, e riguarda l’intero ecosistema dei prodotti con lo schermo.