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Apple accusata: falsa app cripto ruba 1,8 milioni di dollari

Apple finisce al centro di una causa legale che ha del clamoroso, perché tre persone sostengono che il colosso di Cupertino abbia promosso una falsa app di criptovalute capace di sottrarre 1,8 milioni di dollari, ossia circa 1,67 milioni di euro, alle vittime. Il nodo della vicenda ruota attorno a un clone dell’originale Sparrow Wallet, un’applicazione che era finita direttamente nell’App Store, pronta al download come se fosse legittima. E qui arriva il dettaglio che pesa di più, perché lo sviluppatore della versione autentica aveva provato a mettere in guardia l’azienda per un anno intero, spiegando di non aver mai creato una versione mobile del suo servizio.

I tre utenti che hanno perso quasi due milioni di dollari

James Ramirez, Christopher Ellis e Jalen Delgado sono i nomi dei tre che hanno deciso di portare Apple davanti a un giudice. Secondo la denuncia legale, avrebbero perso rispettivamente circa 875 mila dollari, 840 mila dollari e 120 mila dollari, cifre che tradotte in euro si aggirano intorno agli 812 mila, 780 mila e 111 mila euro. Il punto più delicato dell’accusa riguarda però un aspetto preciso, ovvero il fatto che l’azienda avrebbe sponsorizzato la finta Sparrow Wallet inserendola nella raccolta di app per criptovalute selezionate, raccomandandola addirittura insieme ad altre applicazioni perfettamente legittime.

A rendere la storia ancora più spinosa ci sono le parole dello sviluppatore del vero Sparrow Wallet, che il 6 gennaio 2024 aveva scritto senza mezzi termini su X. Il messaggio parlava chiaro, perché segnalava che c’era ancora una falsa app Sparrow Wallet sull’App Store nonostante lui e altri l’avessero denunciata settimane prima. E c’era pure un paradosso quasi assurdo, dato che per poterla segnalare bisognava prima installarla. Il consiglio finale era netto, cioè affidarsi sempre al sito ufficiale del wallet per trovare il link di download, perché gli app store, a suo dire, non offrono nessuna vera protezione agli utenti.

Come difendersi da una falsa app di criptovalute

Non è di certo la prima volta che una falsa app di criptovalute mette a rischio i portafogli digitali degli utenti, ma resta singolare che sia stata proprio Apple a spingerla tra le migliori della categoria. La lezione da portare a casa è tutta qui, perché non bisogna mai dare per scontato che la semplice presenza di un’applicazione nello store ufficiale sia una garanzia di autenticità. Il marchio, il logo, la posizione in classifica, niente di tutto questo basta a rendere un’app affidabile.

Prima di scaricare qualsiasi cosa conviene fare qualche verifica, magari controllando che lo sviluppatore sia lo stesso della versione desktop e che il suo nome corrisponda davvero a quello ufficiale. Anche le recensioni possono dire molto, soprattutto quelle più recenti, perché capita che certe applicazioni vengano vendute e finiscano nelle mani di cybercriminali che sfruttano la fiducia accumulata nel tempo e lo storico dell’app per portare avanti i loro raggiri. Un occhio in più su questi dettagli, in fondo, può fare la differenza tra un download innocuo e la perdita di somme importanti.

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