Anche Anthropic sembra intenzionata a costruirsi un chip AI custom tutto suo, e per farlo starebbe guardando a Samsung come possibile partner tecnico. La società fondata dai due fratelli Amodei avrebbe già preso contatto con il colosso sudcoreano, anche se i discorsi al momento sono a uno stadio davvero iniziale, più che altro esplorativo. Nemmeno in casa Anthropic hanno ancora le idee chiare su che tipo di chip realizzare, su come utilizzarlo e su come farlo dialogare con le infrastrutture che già usano.
L’azienda non ha confermato niente in maniera netta. Si è limitata a ribadire di voler mantenere una strategia basata su un ecosistema hardware variegato, che comprende tecnologie di Nvidia, Google e Amazon. Detto questo, la voce risulta parecchio credibile. Praticamente tutte le realtà che oggi lavorano sull’intelligenza artificiale stanno mettendo a punto, o hanno già mostrato, uno o più chip personalizzati. Le ragioni sono due, in fondo. Da un lato ridurre la dipendenza dai fornitori classici, NVIDIA in testa. Dall’altro ottimizzare l’hardware sulla base dei carichi di lavoro precisi richiesti dal proprio software. E alla fine, in entrambi i casi, il vero traguardo è uno solo, tagliare i costi operativi.
Il precedente di OpenAI e il ruolo di Samsung
Curioso che proprio in questi giorni OpenAI, dove entrambi i fratelli Amodei avevano lavorato prima di andarsene e dare vita ad Anthropic, abbia tirato fuori il suo primo chip custom. Un progetto nato dalla collaborazione con Broadcom, battezzato Jalapeño. È un chip pensato per la fase cosiddetta di inferenza, ovvero il momento in cui il modello AI viene interrogato dall’utente e produce le risposte. Una delle due fasi cruciali nel funzionamento di questi sistemi. L’altra è quella di addestramento, che per ora resta ben salda nelle mani delle GPU, quelle NVIDIA su tutte.
Samsung, da parte sua, occupa già una casella importante nello scacchiere dell’intelligenza artificiale. Il gruppo sudcoreano collabora con Nvidia nella produzione di componenti destinati all’addestramento e all’esecuzione dei modelli AI. E nello stesso tempo sfrutta software e tecnologie dell’azienda americana all’interno dei propri processi produttivi. Non solo. Le due società stanno portando avanti insieme un progetto legato alla costruzione di una fabbrica specializzata in chip AI in Corea del Sud.
Il quadro, insomma, racconta di un settore dove la corsa al silicio su misura è diventata quasi un passaggio obbligato. Chi sviluppa modelli sempre più grandi e affamati di potenza si trova davanti a un bivio. Continuare a dipendere da chi fornisce le GPU oppure provare a disegnare qualcosa di proprio, cucito addosso alle esigenze specifiche. Anthropic, se davvero seguirà questa strada con Samsung, andrebbe ad aggiungersi a una lista che si allunga di mese in mese. Per adesso però tutto ruota attorno a colloqui appena avviati, senza impegni concreti né dettagli tecnici definiti.