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Android, il Photo Picker ora decide chi vede la posizione delle foto

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Il selettore dei file multimediali di Android si prepara a un cambiamento che tocca un nervo scoperto da anni, cioè la gestione dei dati di posizione nascosti dentro le foto. Google ha ufficializzato una funzione che permette di decidere, immagine per immagine, se condividere o meno le coordinate geografiche con l’app che sta chiedendo il file. Una modifica piccola nell’aspetto, ma con un peso concreto sulla privacy quotidiana di chiunque usi uno smartphone Android.

Negli ultimi mesi il Photo Picker era già finito più volte sotto i riflettori per una serie di migliorie in lavorazione, dalla scorciatoia per la fotocamera comparsa a maggio 2026 fino all’editor integrato direttamente nel selettore, emerso ad agosto 2026. In mezzo, a luglio 2026, era spuntata proprio la gestione della geolocalizzazione. Delle tre, quest’ultima è quella che ha tagliato per prima il traguardo dell’ufficialità.

Un limite che si trascinava dal 2022

Il selettore di sistema è arrivato con Android 13 e con l’introduzione della API Photo Picker nel 2022. Fin da subito ha scelto una strada molto rigida, oscurando in automatico i metadati di posizione contenuti nelle immagini condivise con le applicazioni. Un comportamento sensato dal punto di vista della privacy, perché evita che un’app qualsiasi sappia esattamente dove è stato scattato un determinato scatto, ma anche parecchio limitante per tutti quei servizi che di quei dati hanno bisogno per funzionare come si deve. L’annuncio è arrivato tramite un post su Reddit firmato da Mishaal Rahman, ex insider e oggi parte del team Community Engagement di Android in Google. Il messaggio è chiaro nella sostanza, ovvero offrire agli utenti maggiore controllo su come le app accedono alle informazioni sulla loro posizione, riconoscendo allo stesso tempo che alcune applicazioni hanno una necessità reale di leggere quei dati. La soluzione trovata sta nel mezzo, con una nuova API che consente alle app di ottenere le informazioni soltanto con il consenso esplicito di chi sta usando il telefono.

Come cambia concretamente la selezione delle foto

La novità ha due facce. Da un lato gli sviluppatori, che dovranno aggiornare le proprie applicazioni per supportare la nuova gestione dei metadati di geolocalizzazione. Dall’altro chi usa il telefono tutti i giorni, che si troverà davanti una finestra di dialogo subito dopo aver scelto l’immagine da condividere. Il messaggio chiede se includere le informazioni sulla posizione e propone due strade. Con “Includi” i dati restano attaccati al file e vengono passati all’app. Con “Non includere” vengono oscurati esattamente come accade oggi. Nessun passaggio nascosto nei menu, nessuna impostazione da andare a cercare.

C’è poi un dettaglio che evita di trasformare la funzione in una seccatura. Il sistema memorizza la preferenza per ogni singola app, quindi se una volta viene dato il via libera a un determinato servizio, la domanda non si ripresenterà a ogni successiva apertura del selettore di sistema da quella stessa applicazione. Il permesso resta comunque reversibile, grazie a un pulsante che comparirà in basso a destra nell’interfaccia e che consente di tornare sui propri passi in qualsiasi momento.

Quando arriverà sugli smartphone

La funzione fa parte dell’aggiornamento di sistema Google Play di agosto 2026, quello dedicato ai cosiddetti Mainline components. Significa che il rilascio non passa da un aggiornamento completo del sistema operativo, ma viaggia su un binario separato e più rapido, gestito direttamente da Google senza dover aspettare i produttori.

Al momento la disponibilità non è ancora ampia, il rollout procede con la gradualità tipica di questo tipo di distribuzione. I tempi però non dovrebbero essere lunghi, visto che l’aggiornamento è già stato messo a punto e annunciato pubblicamente. Chi usa un dispositivo Android aggiornato se lo ritroverà comparire senza dover fare nulla di particolare, con la nuova finestra di dialogo pronta a spuntare alla prima condivisione di una foto.

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