Parlare di robot umanoidi come di qualcosa di futuristico, a questo punto, non ha più molto senso. AGIBOT ha appena annunciato di aver completato la produzione del suo esemplare numero 10.000, un traguardo che da solo racconta quanto velocemente stia evolvendo questo settore. E la cosa interessante non è tanto il numero in sé, quanto il ritmo con cui ci si è arrivati.
Perché va detto: AGIBOT non è nemmeno la prima azienda a toccare una cifra del genere. Il fatto che più realtà stiano raggiungendo volumi simili è il segnale più chiaro che la fase dei prototipi è finita davvero. I robot umanoidi stanno entrando in una stagione di produzione stabile, con numeri che iniziano a somigliare a quelli di un settore industriale maturo, non più a quelli di un laboratorio di ricerca.
Una crescita esponenziale che dice molto sul futuro della robotica
Il dato più impressionante di tutta la vicenda riguarda la velocità di produzione. Per arrivare ai primi 1.000 esemplari, l’azienda cinese ha impiegato quasi due anni. Un tempo ragionevole, considerando la complessità di un prodotto come un robot umanoide. Il passaggio da 1.000 a 5.000 unità ha poi richiesto circa un anno, già un bel salto rispetto alla fase iniziale.
Ma è l’ultimo scatto quello che colpisce davvero. Per passare da 5.000 a 10.000 robot umanoidi, AGIBOT ha impiegato appena tre mesi. Tre mesi. Significa che la capacità produttiva si è praticamente moltiplicata in un arco di tempo brevissimo, e questo non succede per caso.
Cosa ha reso possibile questa accelerazione
Dietro numeri del genere c’è un lavoro enorme sulla catena di fornitura, che evidentemente ha raggiunto un livello di maturità tale da sostenere ritmi così serrati. I processi produttivi sono stati coordinati meglio, c’è stata una maggiore standardizzazione dei componenti, e tutto questo insieme ha permesso ad AGIBOT di scalare la produzione in modo netto.
È un po’ quello che è successo in passato con altri settori tecnologici: i primi esemplari costano tanto e richiedono tempo, poi a un certo punto la macchina si mette in moto e i numeri esplodono. Nel caso dei robot umanoidi, sembra che quel punto di svolta sia arrivato proprio ora. La transizione da prodotto sperimentale a mezzo di utilizzo su larga scala non è più una promessa lontana, ma qualcosa che sta accadendo concretamente.