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Tim Cook alla cena di Stato per Xi Jinping alla Casa Bianca

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Tim Cook siederà al tavolo della cena di Stato che la Casa Bianca ha organizzato in onore del presidente cinese Xi Jinping, un appuntamento previsto per la prossima settimana durante la visita del leader a Washington. La presenza dell’ormai presidente esecutivo di Apple non è una sorpresa assoluta, considerando quante volte negli ultimi anni si è trovato nello stesso salone di Xi, ma assume un significato particolare adesso che il suo ruolo dentro l’azienda è cambiato in modo sostanziale.

Il passaggio è recente. Il primo settembre Tim Cook ha lasciato la carica di amministratore delegato di Apple, che è passata a John Ternus, assumendo la posizione di presidente esecutivo. Tra le funzioni che il nuovo incarico porta con sé c’è proprio quella di tenere aperti i canali con i governi e con chi scrive le regole, in giro per il mondo. Una cena di Stato con la delegazione cinese rientra quindi in pieno nel perimetro delle sue nuove responsabilità, più di quanto rientrasse quando doveva anche gestire la macchina operativa di Cupertino.

Tim Cook alla cena di Stato, chi altro ci sarà attorno al tavolo

L’invito, arrivato dal presidente statunitense Donald Trump, non riguarda soltanto Apple. Alla serata sono attesi anche Sam Altman, numero uno di OpenAI, e Jensen Huang, amministratore delegato di Nvidia, oltre ad altri nomi del mondo economico. Tre figure che, messe in fila, raccontano abbastanza bene quali siano i dossier più caldi nel rapporto tra Stati Uniti e Cina in questo momento: hardware di consumo, intelligenza artificiale, chip.

Le cene di Stato funzionano così, del resto. Sono occasioni formali, con protocollo rigido e posti assegnati, ma restano uno dei pochi contesti in cui capi di azienda e capi di governo si parlano senza l’intermediazione di comunicati e conferenze stampa. Per chi guida gruppi con interessi enormi sul mercato cinese, come nel caso di Apple, la partecipazione vale più di qualsiasi incontro istituzionale programmato mesi prima.

Una lunga abitudine ai tavoli diplomatici

Il rapporto tra Cook e queste occasioni non nasce oggi. All’inizio di quest’anno era presente alla cena di Stato che Xi Jinping ha offerto a Trump a Pechino, un segnale non banale di quanto il manager sia considerato un interlocutore utile da entrambe le parti. E andando più indietro, nel 2015, si era ritrovato seduto accanto al presidente cinese durante la cena di Stato ospitata dall’allora inquilino della Casa Bianca Barack Obama.

Tre appuntamenti, tre amministrazioni diverse, lo stesso protagonista. È la dimostrazione più concreta del perché Apple abbia scelto di non lasciare che l’uscita di Cook dalla poltrona di amministratore delegato coincidesse con la sua uscita di scena. La rete di relazioni costruita in quindici anni non si trasferisce a un successore con un comunicato stampa, e la Cina resta il terreno su cui questo capitale pesa di più, sia per la produzione sia per le vendite.

Per John Ternus, che ora ha in mano le decisioni quotidiane sui prodotti e sulla catena di fornitura, avere accanto un presidente esecutivo che continua a frequentare quei tavoli è una forma di continuità piuttosto pratica. La divisione dei compiti appare chiara: da un lato la gestione dell’azienda, dall’altro la diplomazia industriale.

La cena si terrà nei prossimi giorni a Washington, nel corso della visita ufficiale di Xi Jinping negli Stati Uniti.

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