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WeatherMaster arriva sul Play Store: stile Pixel Weather gratis

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Chi cerca un’app meteo che non si limiti a sputare numeri su uno schermo grigio ha probabilmente già sentito parlare di WeatherMaster, arrivata ora anche sul Google Play Store dopo un periodo passato quasi in clandestinità su GitHub. Il download è gratuito, e questo basta a spiegare perché tanti utenti l’abbiano tenuta d’occhio fin dal debutto.

Il punto di forza, dichiarato senza troppi giri di parole dallo stesso sviluppatore, è l’estetica. WeatherMaster strizza l’occhio in modo evidente al linguaggio visivo che Google ha adottato sui dispositivi della gamma Pixel, e in particolare a Pixel Weather, l’applicazione meteo preinstallata su quei telefoni. Chi apprezza quello stile, fatto di forme morbide, colori accesi e animazioni che accompagnano il meteo invece di combatterlo, qui si trova in territorio familiare.

Un’interfaccia costruita sul Material Expressive

L’intera interfaccia è realizzata seguendo il Material Expressive, l’ultima evoluzione del linguaggio di design di Google, quella più libera e giocosa rispetto alle versioni precedenti. Il risultato si vede: schede che respirano, gerarchie visive chiare, nessun accumulo inutile di informazioni una sopra l’altra. Un rischio concreto quando si parla di app meteo, dove la tentazione di mostrare tutto insieme è sempre dietro l’angolo.

Sul fronte dei contenuti WeatherMaster offre riepiloghi giornalieri, previsioni orarie e giornaliere, avvisi e una serie di widget dinamici dedicati a parametri specifici come umidità, pressione e visibilità. Piccoli blocchi che si possono comporre e riorganizzare secondo le proprie abitudini, perché la personalizzazione è uno degli aspetti su cui l’app ha puntato dal principio. Non tutti guardano il meteo per la stessa ragione: c’è chi vuole sapere solo se serve l’ombrello e chi invece controlla la pressione barometrica come un vecchio marinaio. Interessante anche la possibilità di scegliere la fonte dei dati meteo, una funzione che di solito resta confinata alle app più tecniche. In pratica significa poter selezionare il servizio che nella propria zona si è rivelato più affidabile, invece di accontentarsi di quello imposto dallo sviluppatore.

Le novità dell’ultimo aggiornamento

Gli ultimi rilasci hanno aggiunto diverse fonti per le informazioni meteo, migliorato il layout pensato per i tablet e introdotto un tema AMOLED, quello a sfondo completamente nero che sui pannelli di ultima generazione aiuta a contenere il consumo di batteria e restituisce neri profondi davvero. Insieme a questo, la correzione di alcuni bug segnalati dagli utenti e una serie di rifiniture generali sparse un po’ in tutta l’applicazione.

Il bilanciamento è forse la qualità meno vistosa ma più solida di WeatherMaster. L’aspetto scanzonato dell’interfaccia non va a scapito della precisione delle informazioni, e la leggibilità resta alta anche quando i dati mostrati sono molti. Un equilibrio che parecchie app meteo, anche popolari, non riescono a trovare: o sono belle e povere di contenuti, oppure ricchissime e illeggibili.

Dal GitHub allo store ufficiale

Fino a poco tempo fa WeatherMaster si scaricava soltanto da GitHub, la piattaforma dove gli sviluppatori pubblicano il codice dei propri progetti. Un canale perfettamente legittimo, ma che richiede di installare il pacchetto a mano e di controllare periodicamente se sono uscite nuove versioni. Passaggi che a molti utenti fanno alzare un sopracciglio, e comprensibilmente.

L’arrivo sul Google Play Store cambia le cose: installazione con un tocco, aggiornamenti automatici e la verifica preliminare che lo store applica alle applicazioni pubblicate. Nessun costo, nessuna barriera tecnica. Per un’app nata l’anno scorso e cresciuta soprattutto grazie al passaparola tra appassionati, è il salto che le permette di raggiungere anche chi non frequenta i circuiti degli sviluppatori indipendenti. Resta il fatto che WeatherMaster nasce da un lavoro indipendente e riesce a proporre un’esperienza visiva che in molti avrebbero voluto vedere direttamente dalle mani di Google, senza restrizioni legate al possesso di un telefono Pixel.

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