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Il ritorno ad Azeroth versione 2004 ha finalmente un nome ufficiale: World of Warcraft: Forever, annunciato da Blizzard al BlizzCon 2026 come server Classic pensato per non invecchiare mai. Niente espansioni, niente salti temporali verso The Burning Crusade e successori, ma un gioco congelato nella sua forma originale che però continuerà a ricevere contenuti nuovi negli anni. Una contraddizione apparente che in realtà ha già un precedente illustre nel mondo degli MMO.
Chi ha giocato al WoW Classic delle origini conosce bene la frattura di cui si parla. Prima delle espansioni c’era un gioco con un ritmo, una difficoltà e una filosofia diversi. Quando Blizzard decise di far avanzare anche i server Classic lungo tutta la linea temporale delle espansioni, parecchi giocatori fecero le valigie e si trasferirono sui server privati, dove il vanilla restava vanilla. Forever nasce esattamente per riportare quella fetta di pubblico sui server ufficiali.
Il modello dichiarato è Old School RuneScape
Blizzard non ha fatto mistero del riferimento: Old School RuneScape. Per chi non mastica il genere, si tratta della versione storica di RuneScape, mantenuta viva da Jagex con aggiornamenti costanti ma sempre misurati. Il meccanismo chiave è il voto della community, che decide se una novità merita di entrare nel gioco oppure no, valutando quanto rispetti lo spirito originale. Un equilibrio difficile da tenere in piedi, eppure ha funzionato per anni.
Le dichiarazioni ufficiali su WoW: Forever parlano di approccio “community first” e di aggiornamenti “ispirati ad anni di passione e feedback dei giocatori”. Un sistema di voto formale non è stato confermato in modo esplicito, ma la somiglianza con quanto fa Jagex è talmente evidente da essere difficile da ignorare. L’intenzione, insomma, è far crescere il gioco senza snaturarlo, aggiungendo materiale che sembri appartenere al 2004 anche se scritto nel 2026.
Zone inedite, una nuova razza e il level cap a 60
Sul fronte dei contenuti concreti, i primi annunci parlano di tre zone inedite: Mount Hyjal, Zephras Isle e The Riverglades. Arriva anche una nuova razza elfica, gli Skyborne, che va ad allargare la scelta al momento della creazione del personaggio. La collocazione narrativa è precisa: la vicenda si svolge dopo gli eventi di Warcraft III Reforged: Forsaken Kingdom e prima di Molten Core, quindi in un periodo che i veterani conoscono a memoria.
Il dettaglio più importante per i puristi riguarda il livello massimo, fissato a 60 esattamente come nel vanilla originale. Nessuna corsa verso cap più alti, nessuna inflazione di statistiche, nessun equipaggiamento che rende obsoleto tutto quello che c’era prima. Le nuove zone si inseriscono dentro quel tetto, allargando il mondo in orizzontale invece che tirarlo verso l’alto.
Quando si parte e cosa serve per entrare
La beta di World of Warcraft: Forever apre il 17 settembre 2026, e l’accesso non è automatico per chiunque abbia un abbonamento attivo. Serve l’acquisto dello Skyborne Epic Pack oppure della Warcraft Forever Collection. Almeno in questa fase, quindi, non si tratta di un contenuto gratuito né incluso nella sottoscrizione base, una scelta che qualche discussione la genererà di sicuro tra chi paga già il canone mensile.
La partita vera, però, si gioca su un altro terreno. La distanza tra un contenuto nuovo che rispetta davvero lo spirito del gioco e un’espansione travestita da aggiornamento è sottile, e la community di Blizzard non ha mai brillato per pazienza quando si tratta di difendere il vanilla. L’idea di un Classic che continua a crescere senza tradire le proprie radici è comunque quella che i giocatori più affezionati chiedevano da anni, e con Forever arriva finalmente una risposta ufficiale.








