Il tempo che gli utenti passano dentro Instagram è cresciuto parecchio, e secondo Meta il merito va soprattutto all’intelligenza artificiale. Lo ha detto senza troppi giri di parole Mark Zuckerberg durante la presentazione dei risultati finanziari del secondo trimestre, spiegando che rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente le ore trascorse sulla piattaforma sono salite a doppia cifra su scala globale. Un dato che l’azienda attribuisce direttamente ai passi avanti fatti sugli algoritmi.
Il ragionamento del dirigente è abbastanza lineare. I miglioramenti riguardano il feed principale e i suggerimenti dei Reels, ormai il cuore pulsante dell’esperienza su Instagram. Le nuove tecnologie riescono a proporre contenuti più pertinenti, più personalizzati e spesso più recenti, dando anche agli utenti un controllo più diretto su ciò che compare sullo schermo. In pratica meno roba a caso, più cose che davvero interessano.
Come l’IA ha cambiato il feed di Instagram
Il sistema che alimenta i Reels è stato rifatto quasi da zero. Meta ha introdotto un’architettura capace di sfruttare una cronologia più profonda delle attività di ciascun utente, il che si traduce in previsioni più precise su cosa potrebbe piacere e in raccomandazioni elaborate più velocemente. Non è un dettaglio da poco, perché la velocità con cui la piattaforma capisce i gusti di chi la usa è metà del gioco. Zuckerberg ha messo dei numeri sul tavolo. Queste ottimizzazioni avrebbero portato a un incremento di 15 punti base nelle sessioni su Instagram, con una crescita evidente soprattutto nelle ricondivisioni dei contenuti e nel tempo di permanenza. Due parametri che per l’azienda valgono oro, perché segnalano un abbinamento più azzeccato tra ciò che viene mostrato e ciò che le persone vogliono realmente vedere.
Modelli linguistici che leggono ogni post
Dietro questo livello di personalizzazione ci sono i modelli linguistici di grandi dimensioni, i cosiddetti LLM. Il loro compito è analizzare in automatico ogni Reel e ogni post pubblico, individuandone argomenti e tono. Secondo Meta è proprio questo il pezzo centrale dell’evoluzione delle raccomandazioni, un meccanismo che potrebbe presto allargarsi anche ad altre sezioni di Facebook.
Le dichiarazioni arrivano poche settimane dopo il debutto di Muse Image, la funzione basata sull’intelligenza artificiale che consentiva di generare immagini partendo da fotografie provenienti da account pubblici di utenti maggiorenni. Un passaggio che mostra bene la direzione presa dall’azienda, sempre più orientata a costruire l’esperienza attorno a strumenti automatici che macinano dati e contenuti a ritmo continuo. L’insieme di queste mosse racconta una strategia precisa. Meta punta a rendere Instagram un ambiente cucito addosso a ciascuno, dove ogni scorrimento del dito porta a qualcosa di calibrato sui gusti personali. E se i numeri sul tempo di permanenza sono quelli dichiarati, la scommessa sull’intelligenza artificiale sta già dando i suoi frutti.


