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DeepSeek costretta ad alzare i prezzi dopo la guerra con OpenAI

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DeepSeek ha scoperto sulla propria pelle che a volte esagerare con le cose buone finisce per creare più guai che benefici. Dopo aver troncato sul nascere la guerra dei prezzi lanciata da OpenAI, tagliando in modo aggressivo il costo del suo modello V4 Flash, il laboratorio cinese si è ritrovato travolto da un’ondata di richieste che la sua infrastruttura non riesce proprio a reggere. E così, adesso, tocca fare marcia indietro sui prezzi.

La scintilla della guerra dei prezzi tra OpenAI e DeepSeek

Qualche giorno fa OpenAI aveva acceso la miccia con una mossa piuttosto decisa, scontando il suo GPT-5.6 Luna fino all’80 percento. I token di input erano scesi ad appena EUR 0 per un milione, contro il dollaro pieno di prima, mentre quelli di output erano crollati a EUR 1 per milione rispetto ai EUR 5 precedenti. Numeri che parlano da soli.

L’azienda aveva provato a spiegare quella riduzione così drastica raccontando di aver spremuto ulteriori efficienze architetturali dai suoi modelli. Ma quasi nessuno ci ha creduto davvero. La lettura più diffusa è stata un’altra: si trattava della prima mossa di una guerra dei prezzi pensata soprattutto per mettere in difficoltà i laboratori di intelligenza artificiale cinesi.

E la risposta non si è fatta attendere. Nel giro di poche ore DeepSeek ha tirato fuori una versione aggiornata del suo modello Flash più recente, battezzata V4 Flash 0731. Il dettaglio che ha fatto rumore è questo: il modello conta appena 284 miliardi di parametri, eppure offre prestazioni paragonabili a quelle di Opus 4.8 di Anthropic, che secondo molti gira su svariati miliardi di parametri in più.

I prezzi che salgono e il nodo dei 20.000 GPU

Il colpo vero però è stato sul listino. DeepSeek ha piazzato il V4 Flash 0731 a soli EUR 0 per milione di token in input e EUR 0 per milione in output. Praticamente ha polverizzato qualsiasi vantaggio di prezzo che OpenAI sperava di costruire con i suoi sconti. Un colpo dritto al cuore della strategia americana.

Solo che adesso la storia prende una piega inattesa. Il laboratorio cinese ha iniziato ad avvisare i clienti che i prezzi delle sue API stanno per subire un aumento significativo. Nessuna spiegazione ufficiale sul perché di questa inversione improvvisa, che tra l’altro riguarderebbe solo chi usa le API e non chi fa girare questi modelli open weight sulla propria infrastruttura.

La voce che circola è chiara: l’azienda sta facendo i conti con un’impennata di domanda senza precedenti. Girano racconti di velocità di inferenza che a tratti rallentano fino a diventare quasi inutilizzabili, cosa più che comprensibile visto il parco macchine ridotto. Si parla di circa 20.000 GPU NVIDIA H100, un numero che per reggere una simile valanga di richieste è semplicemente troppo piccolo.

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