Chi guida con lo smartphone agganciato al cruscotto e Google Maps aperto lo sa bene: Android Auto vive già dentro al telefono, ma usarlo direttamente sullo schermo del dispositivo, ufficialmente, non si può. Un vero peccato, considerando quante persone si muovono ogni giorno proprio così. Eppure una via d’uscita esiste, e passa da un’app pensata da sviluppatori indipendenti.
Partiamo da un equivoco abbastanza diffuso. Si pensa che Android Auto sia usato praticamente da tutti i possessori di telefoni Android, ma la realtà è diversa. Negli Stati Uniti la maggioranza delle persone non ce l’ha in auto, né Android Auto né Apple CarPlay. Si parla di quasi due terzi degli automobilisti. Per chi rientra in questa fetta, la buona notizia è che non serve un display integrato nell’auto o un’unità aftermarket per usare la versione ufficiale.
La storia travagliata della “modalità guida” sul telefono
Come detto, far girare l’interfaccia di Android Auto su uno smartphone non è previsto in via ufficiale, ma Google ci ha provato più volte nel corso degli anni. Nel 2019 era arrivato “Android Auto for Phone Screens”, un tentativo piuttosto goffo che faceva esattamente quello che il nome suggeriva. L’azienda lo ha poi chiuso nel 2022.
Quel prodotto, però, non doveva essere la soluzione definitiva. Già al lancio Google aveva annunciato che sarebbe stato rimpiazzato da una cosa chiamata “Assistant Driving Mode”. Questa è arrivata nel 2021, con un’interfaccia semplificata, tutta sbilanciata su comandi vocali e app per la musica.
Col passare del tempo la modalità guida ha perso pezzi su pezzi, fino a ridursi a una barretta in fondo a Google Maps. Così, quando nel 2024 Google l’ha mandata definitivamente in pensione, nessuno si è davvero stupito. Risultato: niente interfaccia ufficiale pensata per la guida sui telefoni Android.
Come trasformare il telefono in un’unità Android Auto
Bando ai preamboli. Sul Play Store esiste un’app molto interessante che si chiama Headunit Reloaded e che emula un ricevitore Android Auto. Le possibilità sono due. Il telefono su cui viene installata può far girare Android Auto direttamente lì, oppure si può usare un dispositivo secondario come finta “unità di bordo”, come è stato fatto per una bici.
Una precisazione importante: questa app mostra l’interfaccia ufficiale di Android Auto, non una brutta copia raffazzonata. Android Auto resta nel telefono, e Headunit Reloaded gli dà semplicemente uno schermo dove farsi vedere.
L’idea di trasformare qualsiasi dispositivo Android in un’unità di bordo è già parecchio interessante, ma la possibilità di far girare Android Auto sul telefono principale lo è ancora di più. Basta immaginare di salire in auto, infilare il telefono nel supporto e avere subito tutto pronto, audio nelle casse del veicolo compreso.
La configurazione è sorprendentemente semplice. Prima cosa, va acquistato Headunit Reloaded al costo di circa 5 euro. Le recensioni sul Play Store non sono granché, e non è chiaro il motivo. Chi scrive lo usa da diversi anni e, di recente, lo ha portato durante un viaggio di due ore e mezza senza problemi. Poi, com’è ovvio, l’esperienza può variare da caso a caso.
Concessi tutti i permessi richiesti, basta toccare “Phone Mode”. Parte l’interfaccia di Android Auto, che a volte va aperta dal pannello delle notifiche. È normale che lo schermo appaia troppo grande all’inizio, ma si sistema. Usando il gesto indietro o il pulsante apposito, poi “End” dal menu, si chiude tutto. Riaprendo l’app e andando su Settings e poi Graphics si può giocare con il valore “Pixel Density (DPI)” finché la scala non torna giusta. Da lì si possono aggiungere anche i margini.
Un altro accorgimento utile è andare su Settings, poi Other, e attivare “Auto Start Self-Mode”. In questo modo l’interfaccia di Android Auto si avvia da sola all’apertura dell’app, comodissimo per l’automazione. Con MacroDroid, ad esempio, l’app può partire da sola quando il telefono si collega all’adattatore Bluetooth dell’auto.
Un modo facile per rendere “intelligente” la propria auto
Google vorrebbe limitare Android Auto ai display integrati offerti dalle case automobilistiche partner, ma le alternative per averlo in modo più semplice ci sono. Se l’idea di usare un’app e il telefono come unità di bordo sembra troppo macchinosa, online si trovano tante unità di bordo portatili a basso costo. L’importante è avere un modo sicuro per consultare il telefono mentre si guida, perché la voglia di farlo, prima o poi, arriva.