C’è un momento preciso in cui un progetto smette di essere un’idea ambiziosa e diventa qualcosa che si avvicina alla realtà. Per Stellaria quel momento è arrivato. La startup francese ha, infatti, depositato la richiesta ufficiale per ottenere l’autorizzazione alla costruzione di un reattore nucleare sperimentale a neutroni veloci. Tale dispositivo si chiama Alvin e, nelle intenzioni dell’azienda, dovrebbe entrare in funzione intorno al 2030. L’obiettivo è dimostrare sul campo che una tecnologia rimasta a lungo confinata tra studi accademici e simulazioni può funzionare davvero, in condizioni operative reali. Stellaria nasce come spin-off del CEA e di Schneider Electric, due nomi che nel panorama energetico francese pesano parecchio. Non sorprende quindi che sia la prima realtà del paese, nel campo dei reattori a neutroni veloci, ad arrivare a presentare una richiesta formale di tale tipo. Negli ultimi mesi, inoltre, la società ha rafforzato la propria credibilità anche fuori dai laboratori, aprendo un round di finanziamento e firmando un primo accordo di pre-ordine per l’energia con i data center di Equinix.
Stellaria e il nuovo reattore nucleare a neutroni
Il centro tecnologico del progetto è il reattore Stellarium, basato sulla tecnologia dei sali fusi. In tal caso il combustibile è disciolto in sali di fluoruri che restano liquidi ad alte temperature, permettendo al sistema di operare a bassa pressione. È una scelta che migliora i margini di sicurezza e riduce la complessità di alcuni scenari critici. Un aspetto centrale quando si parla di nucleare di nuova generazione e di consenso pubblico.
Riguardo la sicurezza il progetto prevede più livelli di contenimento. Ed anche un’installazione sotterranea, pensata per limitare al minimo le conseguenze anche in caso di eventi estremi. Tutto ciò è evidenziato nella documentazione presentata alle autorità, che copre la gestione degli incidenti più gravi, la protezione radiologica di lavoratori e popolazione, l’impatto ambientale e persino lo smantellamento dell’impianto a fine vita. Se l’iter autorizzativo andrà avanti senza ostacoli insormontabili, nei prossimi anni Alvin potrebbe diventare uno dei pochi esempi concreti di reattore a neutroni veloci in funzione.
