Il sistema laser Locust prodotto da AeroVironment sta facendo parlare parecchio di sé nel mondo della difesa. E il motivo è piuttosto chiaro: non si limita ad abbattere droni, ma lo fa con una precisione tale da poter operare tranquillamente in prossimità dello spazio aereo civile. Una cosa che, fino a poco tempo fa, sembrava fuori discussione per qualsiasi arma a energia diretta.
La proliferazione di droni di piccole dimensioni è diventata una delle preoccupazioni principali sia in ambito militare che civile. Sono difficili da individuare in anticipo, possono rappresentare una minaccia concreta, e le contromisure tradizionali non sempre bastano. È in questo scenario che il Pentagono ha deciso di mettere alla prova il Locust con una serie di test condotti all’inizio di marzo presso il White Sands Missile Range, in New Mexico. L’esercitazione è stata coordinata dallo stesso Pentagono insieme alla Federal Aviation Administration, e i risultati hanno superato le aspettative sotto diversi aspetti.
Precisione chirurgica e sicurezza operativa: cosa rende speciale il Locust
Non è tanto la capacità distruttiva a colpire, quanto piuttosto il modo in cui questa capacità viene gestita. Durante le prove, il laser Locust ha ingaggiato e neutralizzato bersagli aerei sia statici che in movimento, il tutto simulando condizioni reali dello spazio aereo statunitense. E la cosa più rilevante è che il sistema ha dimostrato di poter funzionare senza causare alcun disturbo o pericolo per i voli di linea nelle vicinanze.
Come ci riesce? Il segreto sta in un meccanismo di spegnimento automatico di sicurezza che garantisce l’attivazione del raggio esclusivamente verso gli obiettivi autorizzati. Questo dettaglio cambia radicalmente le carte in tavola, perché apre la strada all’utilizzo di armi a energia diretta anche in contesti dove, normalmente, non verrebbero nemmeno prese in considerazione. Parliamo di aree urbane, confini nazionali, zone aeroportuali e in generale tutte quelle aree sensibili dove la convivenza tra sistemi d’arma e traffico civile è sempre stata considerata impossibile.
Dal ponte di una portaerei ai veicoli tattici: la versatilità del sistema
Già nell’ottobre del 2025, il Locust era stato testato a bordo della portaerei a propulsione nucleare USS George H.W. Bush, e anche in quell’occasione aveva impressionato. Non solo per le prestazioni, ma per la facilità di installazione. Niente lunghi e costosi lavori strutturali in cantiere: il laser è stato fissato sul ponte della nave utilizzando semplici catene. In un solo giorno, i tecnici hanno completato la consegna, il montaggio e i test di fuoco. Un dato che dice molto sulla possibilità di integrare rapidamente questo strumento su diverse piattaforme senza bloccare le unità navali per mesi.
