C’è un’idea, nata in Francia, che potrebbe cambiare per sempre il modo in cui pensiamo al nucleare. Non parliamo dell’ennesima promessa futuristica irrealizzabile, ma di un progetto concreto, ambizioso e già in movimento. Si chiama Stellaria, e dietro questo nome un po’ spaziale si nasconde una startup che non parte proprio da zero. È nata da una collaborazione tra il Commissariato francese per l’energia atomica (CEA) e Schneider Electric. E non si accontenta di rendere il nucleare più efficiente o sicuro: vuole andare oltre, vuole ribaltare una delle accuse più pesanti che da sempre gravano su questa tecnologia — quella delle scorie.
Neutroni veloci e sali fusi: il piano di Stellaria per il nucleare pulito
Il cuore del progetto è un reattore di quarta generazione chiamato Stellarium. Il suo segreto? Una combinazione di neutroni veloci e sali fusi. Detto così sembra fantascienza, ma la vera novità è che questo reattore sarebbe in grado di distruggere più scorie radioattive di quante ne produce. Sì, hai letto bene: un reattore che pulisce, invece di sporcare. Un cambio di prospettiva enorme per un settore che, da decenni, cerca di liberarsi del fardello delle scorie a lunga vita.
E non si tratta solo di teoria. Stellaria ha appena ottenuto 23 milioni di euro in finanziamenti — che portano il totale raccolto a 33 milioni — e adesso può davvero accelerare. L’idea è quella di attivare la prima reazione entro il 2029, per poi puntare alla commercializzazione dal 2035. Nel frattempo, raddoppieranno il team e potenzieranno il centro di ricerca a Grenoble.
Gli investitori sembrano crederci parecchio. Tra i principali ci sono il fondo americano At One Ventures e il francese Supernova Invest, affiancati da realtà solide come CEA Investissement e Technip Energies. Il motivo? Il progetto non corre dietro a troppe innovazioni, ma sceglie con attenzione su cosa puntare. La sicurezza passiva, per esempio, è garantita da una struttura che può raffreddarsi da sola, anche in caso di emergenza, senza bisogno di intervento umano. E con un’autonomia operativa di vent’anni, un singolo reattore Stellarium potrebbe dare energia pulita a una città intera, senza carbone né gas.
Insomma, se tutto va come previsto, Stellaria potrebbe davvero aprire un nuovo capitolo per l’energia nucleare. Uno in cui la tecnologia non è solo potente, ma anche più responsabile. E forse, per una volta, il futuro potrebbe arrivare in orario.
