OpenAI ha aperto un nuovo fronte nella corsa all’intelligenza artificiale con il lancio di ChatGPT Atlas, un browser “intelligente” che integra in pieno le capacità del suo chatbot. È la prima volta che un assistente viene incorporato in modo così profondo all’interno di un browser, e l’effetto è stato immediato. Il pubblico ne parla, gli esperti osservano, e Google si trova costretta a reagire.
A Mountain View sanno bene che Chrome, pur restando il browser più utilizzato al mondo, non può restare fermo mentre la concorrenza innova. Di conseguenza si sta pensando di unire la potenza di Chrome con quella di Gemini, l’AI proprietaria di Google. L’ attesa però sembra sarà più lunga del previsto. Le prime integrazioni concrete arriveranno soltanto con la versione 143 di Chrome, prevista per l’inizio di dicembre. Fino ad allora, Atlas potrà godersi una finestra di vantaggio di circa un mese, tempo sufficiente per catturare la curiosità degli utenti e magari anche qualche quota di mercato.
Chrome e Gemini: la risposta arriva a dicembre
Le prove finora disponibili di Gemini su Chrome non hanno convinto del tutto. Le funzionalità sono ancora limitate e non paragonabili a quelle offerte da ChatGPT Atlas, che consente di navigare, cercare informazioni e compiere azioni complesse solo con comandi testuali. OpenAI ha dimostrato che la fusione tra intelligenza artificiale e browser può rendere la navigazione quasi autonoma, invece Google sembra ancora in una fase preparatoria.
Secondo il calendario di Chromium, la beta di Chrome 143 sarà seguita da una versione stabile a metà novembre e dal rilascio ufficiale il 2 dicembre. A quel punto, Gemini dovrebbe essere integrato in modo più profondo, portando funzioni capaci di competere con quelle di Atlas. Ma il tempo non gioca a favore di Google. Un mese di attesa può sembrare poco, ma nel mondo dell’AI è un’eternità.
Gli utenti intanto si dividono. C’è chi, fedele a Chrome, confida nella solidità e nella portata dei prodotti Google. E chi invece sceglie di sperimentare il nuovo browser di OpenAI, incuriosito dalle sue capacità. Una cosa è certa, la sfida tra Chrome e ChatGPT Atlas segnerà la prossima fase della navigazione web.
