La scelta dell’amministrazione Trump di eliminare il credito federale da 7.500dollari per l’acquisto di auto elettriche ha sollevato polemiche e preoccupazioni. La misura, unita all’allentamento delle norme sulle emissioni, rischia di rallentare la diffusione della mobilità a zero emissioni negli Stati Uniti. In questa situazione la California sceglie la strada opposta. La nazione conferma infatti la sua vocazione verso il settore ambientale.
La sfida della California a Trump si inserisce in un mercato in crescita
Il California Air Resources Board ha annunciato l’elaborazione di un piano di incentivi alternativi. L’idea alla base è quella di sostituire i benefici federali con nuove forme di sostegno. Ovvero sconti diretti, voucher o crediti statali. Le misure non riguarderanno solo i privati, ma anche le aziende con flotte aziendali e persino il mercato delle auto elettriche usate. L’obiettivo è allargare il più possibile il numero di beneficiari, garantendo allo stesso tempo coerenza con gli obiettivi ambientali fissati dal governatore Gavin Newsom.
I dati confermano la solidità della strategia californiana. Nei primi sette mesi del 2025 le vendite di veicoli elettrici nello stato sono aumentate del 27% rispetto all’anno precedente. La crescita avviene nonostante le politiche restrittive della Casa Bianca e dimostra la forza di un settore ormai centrale nella transizione energetica mondiale.
Anche le aziende private sostengono la rivoluzione elettrica. Uber, ad esempio, offre fino a 2.000 dollari di incentivo ai conducenti che scelgono auto a batteria. Ford ha ribadito il proprio impegno a espandere la gamma elettrica. Invece General Motors ha stretto un accordo con il colosso cinese CATL per assicurarsi le batterie necessarie alla Chevrolet Bolt EV fino al 2027, in attesa dell’avvio della produzione interna. La decisione di Trump rappresenta quindi un ostacolo. Essa però non ferma l’evoluzione del mercato. La California risponde con un piano che unisce ambiente, innovazione e sviluppo economico. In questo modo lo stato più popoloso degli USA si propone come punto di riferimento per la mobilità sostenibile, anche in contrasto con le politiche federali.
