Honda cambia completamente strategia e decide di puntare forte sull’ibrido, mettendo da parte i sogni di una gamma interamente elettrica. La Casa giapponese, che negli ultimi anni aveva investito massicciamente sulle auto a zero emissioni, si è ritrovata a fare i conti con una realtà di mercato molto diversa dalle aspettative. E così il traguardo di una lineup completamente full electric slitta addirittura al 2050, con un ripensamento profondo che tocca prodotti, investimenti e partnership strategiche.
La questione è piuttosto semplice, se la si guarda con onestà: il mercato non ha risposto come sperato. In Giappone, Toyota aveva mantenuto un approccio più prudente e i fatti le stanno dando ragione. Honda invece si era lanciata con uno slancio forse troppo ottimistico verso l’elettrico puro, sviluppando la cosiddetta 0 Series, una famiglia di modelli che avrebbe dovuto segnare l’inizio di un capitolo tutto nuovo. Ma le cose sono andate diversamente: gli stravolgimenti politici negli Stati Uniti e il cambiamento delle esigenze dei clienti cinesi hanno costretto Honda a tirare il freno. La chiusura del progetto 0 Series costerà al colosso giapponese quasi 14 miliardi di euro, una cifra che dà la misura di quanto fosse ambizioso quel piano e di quanto sia stato doloroso abbandonarlo. L’impennata dei prezzi delle vetture di nuova generazione, unita a un appeal ancora limitato presso il grande pubblico, ha spinto diversi costruttori a evitare progetti 100% elettrici troppo costosi. Honda non fa eccezione.
La strategia stravolta di Honda: dall’elettrico puro ai modelli ibridi
Il cambio di rotta non nasce dal nulla. Honda ha registrato un rosso in bilancio, evento che non si verificava dal 1957. Il CEO Toshihiro Mibe ha ammesso i problemi accumulati negli ultimi anni, derivati da un programma partito male e proseguito peggio. L’obiettivo originario era la completa elettrificazione della gamma entro il 2040, un piano che alla prova dei fatti si è rivelato del tutto irrealistico. Il mondo, salvo pochissime realtà, non si è mosso nella direzione delle EV con la velocità prevista, e così Honda ha scelto di far slittare quei propositi al 2050, con una buona dose di prudenza.
La nuova rotta prevede l’introduzione di 15 modelli ibridi entro il 2030, tra novità assolute e aggiornamenti di vetture già esistenti. A conferma di questo nuovo orientamento, Honda ha presentato le prime immagini di due concept car: una berlina con portellone, erede della Accord, e un SUV di taglia media. L’obiettivo dichiarato è ambizioso ma concreto: superare 1.400 miliardi di yen di utile operativo entro marzo 2029, facendo leva sulla riorganizzazione del settore auto e sulla solidità del reparto moto e dei servizi finanziari.
Quando arriveranno i nuovi modelli Honda e cosa sappiamo
Honda ha annunciato che le due ibride esposte come concept saranno sul mercato entro il 2028. I dettagli tecnici per ora restano riservati, però i tecnici giapponesi stanno lavorando su nuove unità a 4 e 6 cilindri, progettate per abbassare i consumi fino al 30% rispetto alle motorizzazioni attuali. Una riduzione significativa che potrebbe rendere questi modelli molto competitivi.
Il CEO Mibe ha ufficializzato anche lo stop alla collaborazione con Sony sulle elettriche Afeela e l’addio definitivo alla gamma Generation 0 negli Stati Uniti. Honda aumenterà la produzione locale e presenterà un’offerta di modelli ibridi più variegata, rivedendo le procedure di assemblaggio per ridurre tempi e costi, sulla falsariga di quanto stanno facendo i principali costruttori cinesi. Nulla è emerso su eventuali tagli di personale, ma una trasformazione così profonda potrebbe determinare anche un riassetto della forza lavoro.
