Se ti dicessero che, nascosto sotto una coltre di ghiaccio su una luna lontana, esiste un oceano che ribolle di reazioni chimiche e potrebbe persino ospitare la vita, ci crederesti? Eppure è proprio questo il mistero affascinante di Encelado, una delle lune di Saturno. A prima vista sembra solo una palla di ghiaccio persa nello spazio, ma dentro nasconde un cuore caldo e sorprendentemente attivo. Ed è lì che gli scienziati stanno puntando gli occhi (e i sogni).
Perché gli scienziati guardano al ghiaccio di Encelado come a un potenziale habitat
Grazie alla missione Cassini – una sonda che ha viaggiato per vent’anni fino a sacrificarsi con stile tuffandosi su Saturno nel 2017 – abbiamo avuto un assaggio del respiro di questo mondo: getti altissimi di vapore e particelle che sgorgano da fratture nel ghiaccio, come se il satellite volesse comunicarci qualcosa. Cassini ci è passata in mezzo più volte, raccogliendo campioni di quella “neve spaziale”. Ed è proprio da lì che sono arrivate alcune delle scoperte più interessanti dell’astrobiologia degli ultimi anni.
Si è scoperto, per esempio, che quell’oceano nascosto è molto più alcalino del nostro. Parliamo di un pH tra 10 e 11, roba che metterebbe a dura prova la maggior parte della vita terrestre. È un ambiente estremo, sì, ma non per forza inospitale. Anzi, proprio quella chimica così aggressiva è un indizio importante: vuol dire che l’acqua interagisce con le rocce del nucleo, in un processo simile a quello che avviene nelle profondità oceaniche della Terra, dove certe forme di vita si nutrono solo di energia chimica, senza bisogno di luce solare. E non stiamo parlando di teorie campate in aria: sulla Terra questi organismi esistono davvero, si chiamano alcalofili, e sopravvivono in ambienti che sembrano fatti apposta per distruggerli.
Certo, non stiamo dicendo che su Encelado ci siano balene aliene che nuotano beate. Ma è possibile – davvero possibile – che sul fondale ci siano comunità microbiche attaccate alle rocce, che si nutrono di ferro, idrogeno e altri elementi rilasciati dalle reazioni tra acqua e minerali. Un equilibrio delicatissimo, ma non troppo diverso da quello che ha permesso alla vita di emergere sul nostro pianeta.
Alla fine, tutto questo ci ricorda che l’universo è pieno di sorprese, e che a volte le condizioni più ostili sono proprio quelle dove la vita trova il modo di esistere.
