La Russia sta esercitando forti pressioni sugli studenti universitari per trasformarli in piloti di droni destinati al fronte ucraino, offrendo in cambio rette gratuite e compensi fino a circa 65.000 euro. Il messaggio ufficiale è che si può servire la patria senza finire nelle trincee. Ma la realtà racconta già una storia diversa, con almeno una morte confermata tra i nuovi reclutati e probabilmente altre che non sono ancora venute a galla.
L’offerta specifica è apparsa su volantini distribuiti presso la Bauman Moscow State Technical University. Altre università hanno messo sul piatto incentivi come esenzioni fiscali, cancellazione di prestiti e perfino terreni gratuiti. Almeno 270 istituti accademici russi starebbero promuovendo contratti militari tra i propri studenti, secondo quanto rilevato dalla rivista indipendente Groza, nel quinto anno della guerra iniziata con l’invasione su larga scala dell’Ucraina nel febbraio 2022.
Il bacino a cui punta questa ondata di reclutamento è enorme: circa 2 milioni di uomini iscritti nelle università russe, con un’attenzione particolare verso gamer e studenti con competenze tecniche adatte al pilotaggio di droni. Il Ministero della Difesa russo ha chiesto esplicitamente reclute con esperienza nel volo di droni, aeromodelli, elettronica, ingegneria radio e competenze informatiche. L’obiettivo dichiarato è raggiungere 168.000 operatori di droni entro la fine del 2026, cercando di replicare il successo della forza ucraina per i sistemi senza pilota, diventata nel giugno 2024 la prima branca militare autonoma al mondo dedicata ai droni.
Russia: promesse di sicurezza e una realtà ben diversa
Le campagne di reclutamento hanno tipicamente promesso agli studenti universitari che il ruolo di pilota di droni li avrebbe tenuti lontani dai sanguinosi assalti di fanteria contro trincee e fortificazioni ucraine. Ma la sicurezza, in questo contesto, è un concetto molto relativo. La sorveglianza costante e la minaccia di attacchi con droni o fuoco di artiglieria hanno creato una zona di morte che si estende fino a 25 chilometri su entrambi i lati del fronte, secondo il comandante della forza ucraina per i sistemi senza pilota.
Il primo caso noto di decesso tra gli studenti reclutati è quello di Valery Averin, 23 anni, identificato dal servizio in lingua russa della BBC. La madre adottiva, Oksana Afanasyeva, è stata informata della morte del figlio in un attacco con mortaio il 6 aprile vicino alla città di Luhansk, nell’Ucraina orientale occupata dalla Russia. Le sue parole sono durissime. Il ragazzo si era addestrato sui droni per tre mesi, non aveva mai prestato servizio nell’esercito, eppure è stato mandato in quello che ha definito un tritacarne.
L’approccio porta con sé anche un rischio a lungo termine per la Russia: svuotare la futura forza lavoro qualificata del paese, che già soffre di una pesante fuga di cervelli. Uno studio ha rilevato che il 24% dei migliori sviluppatori software russi attivi su GitHub potrebbe aver lasciato il paese entro il primo anno di guerra. E tra chi resta, l’entusiasmo scarseggia. Uno studente di nome Andrey ha dichiarato che nessuno vuole arruolarsi e nessuno è interessato.
Fanteria disperata e il fronte che si ferma
Gli studenti universitari restano comunque più fortunati di molti altri uomini russi spediti direttamente al fronte. Già dal 2023 la corporazione spaziale Roscosmos reclutava i propri dipendenti per una milizia destinata all’Ucraina. Entro l’inizio del 2026, la Russia aveva organizzato tre reggimenti di fanteria motorizzata attingendo personale dalla Marina, dalle Forze Aerospaziali e dalle Forze Missilistiche Strategiche. La disperazione è tale che perfino piloti di droni addestrati sarebbero stati mandati in assalti frontali dopo lo scioglimento delle loro unità specializzate, un episodio che nel settembre 2024 ha scatenato un’indagine governativa.
Sul campo, le forze russe hanno in gran parte abbandonato gli assalti con veicoli corazzati, avanzando a piedi, in motocicletta o addirittura a cavallo, con guadagni territoriali misurati in decine di metri al giorno. L’offensiva russa di primavera ed estate 2026 contro la cosiddetta “Cintura Fortezza” ucraina si è in larga parte arenata, e il tasso di reclutamento russo è sceso per la prima volta sotto il livello necessario a rimpiazzare le perdite.
La Russia ha perso circa 1,3 milioni di soldati dall’inizio dell’invasione, secondo un funzionario NATO citato a febbraio 2026, contro perdite ucraine stimate tra 500.000 e 600.000. Un fattore recente che ha complicato la situazione per Mosca è il taglio dell’accesso ai terminali internet satellitare Starlink da parte di SpaceX, mentre l’Ucraina ha usato attacchi con droni a medio raggio oltre i 20 chilometri per colpire depositi di munizioni e convogli di carburante, devastando le linee di rifornimento russe.
