Le nuove norme europee sulle batterie degli smartphone stanno facendo discutere parecchio, soprattutto per via dei meme che girano da settimane sull’ipotetico ritorno dei telefoni con la cover posteriore rimovibile. La realtà, però, è molto diversa da quello che si legge in giro. E la cosa più curiosa è che Apple non ha battuto ciglio davanti a questa novità. Il motivo? Sta tutto nelle eccezioni previste dal regolamento.
Cosa chiede davvero l’Europa sulle batterie degli smartphone
L’Unione Europea da anni sta stringendo le maglie su riparabilità e sostenibilità dei dispositivi elettronici. Prima è arrivata la standardizzazione dell’USB-C come caricatore unico, poi il Digital Markets Act che ha rimescolato le carte per gli iPhone, e adesso il focus si è spostato sulle batterie. Il nuovo Regolamento europeo sulle batterie, approvato nel 2023, stabilisce che a partire dal 18 febbraio 2027 le batterie di smartphone e altri dispositivi portatili dovranno essere “facilmente estraibili e sostituibili” dall’utente finale. Ed è proprio in questa definizione che si nasconde il punto chiave della questione.
Nessuno sta chiedendo di tornare ai telefoni con la scocca smontabile e la batteria intercambiabile come i Nokia degli anni 2000. Quello che Bruxelles vuole è che la batteria possa essere rimossa senza bisogno di calore, solventi o strumenti proprietari particolari. E nel caso servisse un attrezzo specifico, il produttore dovrà fornirlo gratuitamente. La norma va anche oltre: sarà vietato mettere blocchi software alle batterie di terze parti, i produttori dovranno fornire istruzioni chiare per la sostituzione e i ricambi dovranno essere venduti a un prezzo definito “ragionevole e non discriminatorio”. L’obiettivo è eliminare quelle pratiche diffuse nell’industria della telefonia che rendono complicato per l’utente sostituire autonomamente questo componente.
Perché Apple è già praticamente in regola
Molti hanno letto la normativa come l’obbligo di reintrodurre le cover posteriori smontabili, ma Apple ha un margine piuttosto ampio per evitare tutto questo. Il regolamento europeo prevede infatti delle eccezioni precise: i dispositivi che rispettano requisiti stringenti di resistenza all’acqua, alla polvere e di durabilità possono essere esentati dall’obbligo di batteria facilmente rimovibile. Ed è esattamente qui che entrano in gioco certificazioni come IP67 o IP68, presenti sugli iPhone ormai da diversi anni.
C’è poi un altro aspetto interessante. Apple ha lavorato da tempo proprio su quegli elementi che l’Unione Europea considera prioritari. A partire dalla gamma iPhone 15, l’azienda di Cupertino garantisce che le batterie mantengono l’80% della capacità originale dopo 1.000 cicli completi di ricarica, un dato che si allinea perfettamente con i nuovi requisiti europei in materia di progettazione ecologica e vita utile del prodotto.
Non è tutto. Anche il design interno dei dispositivi è stato adattato negli ultimi anni per semplificare le riparazioni. Su iPhone 16 è stato introdotto un nuovo tipo di adesivo per la batteria che si stacca applicando una semplice corrente elettrica, eliminando del tutto la necessità di usare calore per rimuoverla. In più, dal 2021 Apple porta avanti un programma di autoriparazione che mette a disposizione guide, strumenti e componenti originali per sostituire parti come la batteria o lo schermo degli iPhone. Con tutto questo già in campo, la casa californiana non dovrebbe trovarsi nella condizione di apportare modifiche significative per adeguarsi alle nuove norme europee sulle batterie in arrivo nel 2027.
