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Bugatti guarda avanti: nuovi scenari possibili
Secondo Rimac, infatti, l’aggiunta di un turbo in un sistema ibrido rappresenta un compromesso inutile. Per dimostrare quanto affermato, ha citato come esempio concreto la nuova Bugatti Tourbillon. Questa hypercar utilizza un V16 aspirato sviluppato da Cosworth, privo di sovralimentazione, abbinato a tre motori elettrici. Il risultato è una potenza combinata di ben 1.800 cavalli. Una cifra ottenuta unendo i 1.000 cavalli del motore a benzina agli 800 forniti dall’elettrico.
Per Rimac, questa scelta tecnica non solo garantisce prestazioni da primato, ma contribuisce anche a mantenere più “fresco” il motore termico. L’elettrificazione, insomma, diventa protagonista assoluta e non un semplice supporto. Con uno scatto da 0 a 100 km/h in circa due secondi e una velocità di punta superiore ai 430 km/h, la Tourbillon è la dimostrazione tangibile di come l’ibrido, se ben progettato, possa superare il turbo senza rimpianti.
Le parole del CEO non si sono limitate solo al presente. Rimac ha lasciato intendere che il powertrain della Tourbillon potrebbe essere solo un punto di partenza. Infatti si sta lavorando anche su varie configurazioni alternative, come versioni meno elettrificate o addirittura sprovviste dei due motori anteriori. E se qualcuno si aspettava l’annuncio di una nuova Bugatti a quattro porte, magari una berlina o un SUV, è rimasto purtroppo deluso. Rimac ha scelto il silenzio, evitando ogni dettaglio. Il suo atteggiamento però lascia intravedere che qualcosa bolle in pentola. Insomma, l’evoluzione della nota casa francese appare ormai inevitabile.










