Il mercato della telefonia mobile italiana continua a vivere un periodo di fermento. I dati pubblicati da AGCOM nell’Osservatorio sulle Comunicazioni di maggio 2025 mostrano come la portabilità del numero, ovvero il passaggio da un operatore all’altro mantenendo la stessa numerazione, stia diventando una pratica sempre più diffusa. Tra dicembre 2023 e 2024 sono stati registrati 7,7 milioni di casi di Mobile Number Portability (MNP), mantenendo un tasso di mobilità stabile rispetto all’anno precedente, 19,5% contro il 19,6% del 2023.
Il mercato premia trasparenza e offerte competitive, qual è l’operatore migliore ?
Il dato più interessante, però, riguarda le destinazioni preferite dagli utenti che decidono di cambiare. Iliad e Vodafone risultano gli unici operatori con un saldo positivo tra linee perse e acquisite. Iliad guida con un sorprendente +5,6%, seguita da Vodafone con un più contenuto +0,9%. TIM, al contrario, registra una riduzione del -4,3%, seguita da WindTre con un -2,3%. Gli operatori virtuali, esclusi Kena e ho. mobile in quanto contabilizzati rispettivamente in TIM e Vodafone, si mantengono sostanzialmente stabili (+0,1%).
L’analisi dei flussi mostra come gli utenti siano sempre più sensibili a elementi come la chiarezza delle tariffe, l’assenza di rimodulazioni improvvise e la qualità della rete. Iliad, che ha costruito il proprio successo proprio su questi elementi, continua così a sottrarre clienti agli altri gestori. Vodafone malgrado le difficoltà del gruppo madre all’estero, ha beneficiato della nuova strategia commerciale e della recente acquisizione dell’ operatore Fastweb, completata formalmente il 31 dicembre 2024.
TIM e WindTre, invece, sembrano pagare la continua rimodulazione dei piani tariffari e una percezione negativa da un numero sempre maggiore di clienti. Il comportamento degli utenti riflette una sfiducia che si trasforma in azioni concrete. Cambiare operatore diventa così uno strumento per ottenere condizioni migliori, anche a fronte di costi di attivazione non sempre bassi. Insomma, i numeri parlano chiaro, il mercato italiano non è statico e premia chi sa adattarsi.
