Il futuro di Marathon è tutt’altro che sereno, e Bungie lo sa bene. L’extraction shooter non è riuscito a conquistare una base di giocatori stabile dopo il lancio, e adesso lo studio sta cercando di correre ai ripari con una serie di novità pensate per invertire la rotta. Attraverso un post pubblicato sui canali social ufficiali, Bungie ha fatto il punto su quello che arriverà con la Stagione 2, e tra le varie anticipazioni spicca un elemento che potrebbe cambiare le carte in tavola: i primi test dedicati al PvE.
La situazione, va detto, è piuttosto complicata. Marathon ha mantenuto un numero di utenti attivi decisamente basso rispetto alle aspettative, e ogni intervento dello studio si muove su un filo sottilissimo. Provare a cambiare troppo rischia di allontanare chi è rimasto, mentre restare fermi significa accettare un lento declino. È il classico scenario in cui qualsiasi mossa sbagliata può peggiorare le cose invece di migliorarle.
Cosa cambia con la Stagione 2 di Marathon
Le novità annunciate da Bungie non si limitano al PvE. Buona parte del comunicato riguarda miglioramenti alla quality of life, ovvero quegli aggiustamenti che puntano a rendere l’esperienza quotidiana più fluida e meno frustrante per chi gioca. Sono il tipo di modifiche che magari non fanno titolo, ma che nella pratica possono fare una differenza enorme nel trattenere la player base esistente.
Detto questo, l’annuncio più significativo resta sicuramente l’introduzione di contenuti PvE in fase di test. Per un gioco che fino a oggi ha puntato quasi esclusivamente sull’esperienza competitiva e sull’estrazione, aprire una finestra verso il cooperativo contro l’intelligenza artificiale rappresenta un cambio di direzione importante. Non è ancora chiaro quanto questi contenuti saranno estesi o in che forma verranno proposti ai giocatori, ma il semplice fatto che Bungie stia esplorando questa strada dice molto sullo stato attuale di Marathon.
Una scommessa che Bungie non può permettersi di perdere
Va tenuto conto del contesto. Marathon è arrivato sul mercato con aspettative altissime, forte del nome di uno studio che con Destiny ha praticamente definito un genere. Eppure il lancio non ha prodotto i risultati sperati, e la community ha espresso più volte perplessità sulla direzione intrapresa dal gioco. L’extraction shooter è un genere che richiede una base di giocatori solida per funzionare, e quando i numeri calano, il circolo vizioso si innesca in fretta: meno giocatori significa partite meno interessanti, che a loro volta scoraggiano chi è rimasto.
L’aggiunta del PvE potrebbe rappresentare proprio quella valvola di sfogo che mancava. Dare ai giocatori un motivo per restare anche al di fuori delle sessioni competitive è una strategia che ha funzionato in passato per altri titoli del genere. Bungie, dal canto suo, ha esperienza da vendere in questo campo, considerando gli anni passati a costruire raid, strike e attività cooperative in Destiny.
La Stagione 2 di Marathon si preannuncia quindi come un banco di prova cruciale. Le migliorie alla quality of life e i test sul PvE sono i due pilastri su cui Bungie sta costruendo il tentativo di rilancio. Resta da capire se questi interventi saranno sufficienti a convincere nuovi giocatori a dare una possibilità al titolo e, soprattutto, a far tornare quelli che lo hanno abbandonato nelle settimane successive al lancio.
