Gli Stati Uniti hanno scritto la storia della medicina, anzi, possiamo dire a pieno diritto che hanno stampato la storia della medicina, che in questo caso assume la forma di un orecchio, bionico, 3D, artificiale, biostampato, chiamatelo come vi pare, fatto sta che ha segnato un ulteriore passo in avanti nel campo della medicina rigenerativa, sperando che ciò che ora risulta un pietra miliare arrivi ad essere la normalità.

 

Orecchio biostampato e approvato dalla FDA

Il paziente trattato con questa tecnica sperimentale soffriva di Microtia, una patologia malformativa che porta ad un mancato o ridotto sviluppo dell’orecchio esterno, di uno o di entrambi, patologia che prevedeva fino ad oggi l’impiego di protesi artificiali, fino a quando però l’equipe di medici, con il benestare della Food and Drug Administration, ha potuto sperimentare la biostampa del padiglione prediligendo cellule prelevate dal materiale cartilagineo autologo del paziente stesso.

L’impianto sperimentale si chiama AuriNovo: “AuriNovo è un impianto di tessuto vivente specifico per il paziente, creato sfruttando la tecnologia di biostampa 3D per la ricostruzione chirurgica dell’orecchio esterno in persone nate con microtia di grado II-IV.“.

L’orecchio viene ottenuto partendo da una scansione di quello controlaterale in modo da ottenere una specularità perfetta, dopodiché la stampante 3D inizia a depositare i vari strati connettivi e cutanei.

La mia speranza è che AuriNovo diventi un giorno lo standard di cura che sostituisce gli attuali metodi chirurgici per la ricostruzione dell’orecchio che richiedono il prelievo di cartilagine costale o l’uso di impianti in polietilene poroso (PPE) – Dr. Arturo Bonilla e direttore del Microtia-Congenital Ear Deformity Institute di San Antonio, Texas.

Eduardo Bleve
Studente di medicina e da sempre appassionato di tecnologia, musica e curiosità scientifiche.